Trema la camorra di Napoli est, in aula il pm annuncia: c’è un nuovo pentito

L’annuncio è arrivato in aula come un fulmine a ciel sereno. C’è un nuovo collaboratore di giustizia, un nuovo ras che ha deciso di passare dalla parte dello Stato. Un altro nome che fa tremare le fondamenta della mala di Napoli est.  L’annuncio dato dal pubblico ministero durante l’ultima udienza del processo per l’omicidio di Annunziata D’Amico, la ‘Passillona’ del rione Conocal. Il pubblico ministero ha infatti dichiarato che vi sono agli atti nuove dichiarazioni da parte di un neo pentito: si tratta di Salvatore Pomatico. Le sue dichiarazioni si aggiungeranno a quelle di altri due pentiti eccellenti della mala di Napoli est, Tommaso Schisa e Ciro Niglio. Imputati al processo sono Antonio De Martino (difeso dagli avvocati Leopoldo Perone e Stefano Sorrentino) e Valerio Rolletta (difeso da Giacomo Pace).

Le dichiarazioni del neo pentito sull’omicidio D’Amico

Salvatore Pomatico è ritenuto vicino ai De Luca Bossa di Ponticelli. Pomatico fu arrestato insiema ad un complice nel dicembre del 2019: raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per gravi indizi di colpevolezza in merito alle presente estorsioni di somme di denaro a tassi usurari annuali compresi tra il 50 e il 720% ai danni di alcuni commercianti di Cercola. Pomatico ha rilasciato dichiarazioni proprio in merito all’omicidio della D’Amico. Queste le sue prime dichiarazioni fin qui inedite:«Rolletta iniziò a vantarsi di avere partecipato alle fasi finali dell’omicidio della D’Amico Annunziata».

Il racconto del pentito

«Innanzitutto evidenziava i suoi rapporti con Antonio De Martino detto XX e che l’omicidio era maturato nella guerra tra i Bodo ed il D’Amico detti fraulella per l’egemonia nel rione Conocal dí Napoli nonché in risposta al fatto che il compagno della vittima, tale Salvatore Ercolani detto Chernobil, aveva sparato a casa di Fabio Riccardi, ras dei Bodo, abitante a via nuova Caravita di Cercola. Il Rolletta indicava che uno degli autori dell’omicidio era De Martino Antonio detto XX. Durante la fuga erano stati coinvolti in un incidente stradale per cui erano stati costretti a lasciare il veicolo. L’auto in questione era una Suzuki Swift: Il Rolletta mi disse, vantandosi, che aveva personalmente recuperato l’auto che poi aveva incendiato per nascondere le tracce».

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