«Izzo è un ignorante»: il difensore è accusato di essere vicino alla camorra

Melito di Napoli: Chiesa di Santa Maria delle Grazie. Photo by Steve J. Morgan, 1 October 2003.

Si è concentrata sull’esame e sul controesame, quest’ultimo piuttosto breve, del testimone Paolo Palermo, ex procuratore del calciatore del Torino Armando Izzo, l’udienza che si è svolta oggi nell’aula 215 del Tribunale di Napoli nell’ambito del processo sulle presunte combine calcistiche organizzate dal clan Vanella Grassi di Secondigliano. Il calciatore, legato da vincoli di parentela ai vertici del clan, è accusato di concorso esterno in associazione camorristica e frode sportiva. Il pm Maurizio De Marco, durante l’esame, ha chiesto a Palermo di chiarire i motivi che portarono Izzo a lasciare Avellino.

Il testimone ha sostenuto che la ragione era legata a problemi di spogliatoio. Tesi che invece, secondo l’accusa, non coinciderebbe con quanto emerso invece in alcune intercettazioni. Conversazioni nelle quali Palermo, tra le altre cose, appare piuttosto arrabbiato. Arrabbiato dal fatto che il difensore continuasse a mantenere rapporti con una certa tipologia di personaggi dai quali, invece, lui, più volte lo aveva invitato ad abbandonare.

Il legale di Izzo, Rino Nugnes, durante il controesame, ha invece chiesto a Palermo di descrivere l’uomo Armando Izzo. L’ex procuratore, che conosce il calciatore dall’età di 16 anni, ne ha descritto, tra le altre cose, il basso livello di istruzione (un aspetto che lo stesso Izzo ha messo in evidenza in una lettera piuttosto toccante: «…ignorante, ma onesto…»). Un aspetto, quest’ultimo, rimarcato dal presidente della giuria: «È risaputo che gli spogliatoi non sono certo la Sorbona». La prossima udienza, davanti alla sesta sezione penale del Tribunale di Napoli è in programma il 17 ottobre.