«Le presone coinvolte potevano fare la fine dei topi, si è rischiata davvero la tragedia». Il giorno dopo l’esplosione della bombola di gas in vico della Pace 8, nel quartiere Forcella, tra chi ha vissuto quei momenti terribili c’è la sensazione di un pericolo scampato. «Abbiamo sentito una puzza di gas, poi subito dopo l’esplosione. È stato spaventoso» affermano ancora scossi i residenti, di quest’arteria dove vivono molti stranieri di diversa nazionalità, oltre chi è nato e cresciuto a Forcella. La deflagrazione dovuta alla fuga di gas ha causato tre feriti gravi, ancora oggi ricoverati al reparto Grandi Ustioni del Cardarelli.
Il crollo del solaio e la voragine aperta a causa dell’esplosione ha costretto le autorità a evacuare 12 famiglie del civico 8. «Ma non sappiamo dove andare, non abbiamo nulla e dopo una nottata a spese nostre in un B&B non sappiamo cosa fare e dove andare. Vogliamo essere tutelati dalle istituzioni» è la lamentela di alcuni degli evacuati, che certamente non navigano nel loro. Al di là dell’incertezza su dove alloggiare, i nuclei familiari sono amareggiati per non poter nemmeno entrare nelle proprie abitazioni sotto sequestro per prendere alcuni effetti personali, visto il sequestro dell’area da parte delle forze dell’ordine. A presidiare l’area, gli agenti di polizia del Commissariato Vicaria-Mercato.
A dare un aiuto ai soccorsi del pompieri, degli agenti di polizia e del 118 anche alcune persone del posto, straniere e italiane. «In tanti hanno scavato a mani nude per estrarre le persone rimaste sotto le macerie, aiutando i soccorritori. C’è stata tanta forza di volontà» confermano alcuni testimoni arrivati in Vico della Pace pochi minuti dopo l’esplosione.