“Se mio padre muore fate la stessa fine”, medici del 118 minacciati a Napoli: scortati dalla Polizia

Una nuova aggressione ai danni del personale del 118 è stata denunciata ieri dall’associazione “Nessuno tocchi Ippocrate”. I protagonisti sono stati i parenti di un uomo in arresto cardiocircolatorio nel centro di Napoli.

“La Postazione 118 Ascalesi ,da noi soprannominata la cicogna (a seguito dei 2 parti avvenuti a bordo) è stata attivata alle 17.30 per codice rosso, perdita di coscienza nei pressi di piazza Carlo III (via Melloni), in circa 8 minuti il mezzo di soccorso era sul posto e subito i sanitari hanno iniziato le procedure di rianimazione cardiopolmonare” si legge sulla pagina Facebook dell’associazione
“A quanto pare – continua – la persona colta da malore è un 49 enne trovato in arresto cardiocircolatorio nel letto. I parenti , accusando i sanitari di un ritardo (inesistente), hanno iniziato ad inveire e ad aggredire verbalmente il personale.

Aggiornamento delle 18.43 , pare che durante le manovre di BLSD, durate 40 minuti, il personale abbia subito spintoni e minacce di morte, riecheggiava nell’appartamento la tipica frase :” se mio padre muore fate la sua stessa fine”. Addirittura pare che sia stato detto :” vi sparo in testa”.
Poco prima che il medico stesse per dichiarare la morte del paziente giunge sul posto la Polizia (allertata dalla Centrale operativa) che riesce a malapena a scortare l’equipaggio in ambulanza impedendone il linciaggio.

L’associazione ,basita da queste minacce ,commenta l’episodio con l’amaro in bocca e crede fermamente che tra qualche mese, se continua così, nessuno vorrà fare più il 118″.