Spaccio per i Polverino di Marano, accolta l’eccezione sulla nullità della richiesta di rinvio a giudizio

Inizia tutto daccapo il processo a carico dell’organizzazione sgominata lo scorso febbraio accusata di aver spacciato droga per conto dei clan di Marano. Infatti è stata accolta sollevata dal collegio difensivo ed è stato annullata la richiesta di rinvio a giudizio e gli atti sono stati trasmessi dal Gup di nuovo alla Procura per l’esercizio dell’azione penale.
Il collegio difensivo aveva eccepito la nullità della richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pm poiché, secondo i legali, sarebbe stato violato il termine di cui all’art 415 bis anche in relazione alle sospensioni dei termini previste dai decreti anticovid.
Proprio stamattina è stato notificato di nuovo a tutti gli indagati la conclusione indagini. Dunque i difensori avranno 20 giorni per esercitare i loro diritti dopodiché si dovrà procedere con la richiesta di rinvio a giudizio o archiviazione.
Nel collegio difensivo gli avv. Luca Gili difensore di Baiano Pasquale e de Cristofaro Carmine, avv. Cavallo, avv Gandolfo Geraci, avv. Alfredo Guarino, avv. Luca Felaco, avv. Anna Iorio, avv. Francesco Izzo, avv. Lucia Miranda, avv. Matteo Casertano.
L’attività, denominata “Piazza pulita”, ha consentito di raccogliere a carico degli arrestati gravi indizi di colpevolezza in ordine alla loro partecipazione, a vario titolo, ad un’associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti (cocaina, hashish e marijuana), spaccio e detenzione ai fini di spaccio in concorso, con l’aggravante di avere agito al fine di agevolare l’attività dell’associazione camorristica denominata clan “Orlando”, egemone da anni sul territorio di Marano, Quarto e zone limitrofe.

Per alcuni di loro la Procura ha contestato anche l’art. 416 bis, ovvero di essere veri e propri affiliati al “sistema” criminale. Si legge infatti nelle centinaia di pagina dell’accusa, che quattro degli indagati, con il ruolo di referenti per conto del clan delle attività illecite tra le quali il traffico di stupefacenti e le estorsioni, si occupavano altresì della distribuzione delle mesate agli affiliati, anche a quelli detenuti, della gestione delle piazze di spaccio, del controllo del territorio e della risoluzione di contrasti interni ed esterni al sodalizio.