Summit tra rivali nel feudo dell’Alleanza di Secondigliano:«Servì a frenare Ciro Contini»

Un vero e proprio summit, svoltosi nel cuore della Masseria Cardone di Secondigliano, al quale hanno preso parte alcuni dei principali esponenti della famiglia Mazzarella e dell’Alleanza di Secondigliano. Motivo del dibattere: l’irruenza e i comportamenti del giovane ras di Capodichino Ciro Contini. E’ questo uno dei tanti particolari contenuti nell’ordinanza di custodia cautelare del gip di Bologna che il mese scorso ha ricostruito l’ascesa di Ciro Contini e le sue gesta in terra romagnola. Il suo gruppo era addirittura arrivato a chiedere a Pio Rosario De Sisto, uomo dei Nuvoletta, un’estorsione da 30mila euro  mentre a Massimiliano Romaniello, a capo di un’altra cellula camorristica operante a Rimini, era stato chiesto di subentrare a un’estorsione da 3mila euro al mese con la quale teneva soggiogato il titolare di una grossa ditta di autotrasporti di Rimini.

Una situazione che ai vecchi boss locali non andava giù tanto da arrivare a rivolgersi a uomini del clan Nuvoletta e Mazzarella con i quali avevano stretti rapporti. Fu questa l’origine di un summit poi tenutosi nella Masseria Cardone a Secondigliano nel corso del quale esponenti del clan Contini avevano fatto capire ai loro interlocutori che gli affari e i comportamenti di Ciro Contini a Rimini non erano ben visti dalla “famiglia”