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mercoledì, Febbraio 8, 2023

“Senza reddito di cittadinanza un milione di poveri in più”, la spietata analisi presentata alla Camera

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Il report del centro studi Svimez, presentato oggi alla Camera, evidenzia tra le altre cose l’impatto positivo avuto dal reddito di cittadinanza per limitare la povertà. Di fatti, senza reddito di cittadinanza ci sarebbe un milione di poveri in più, 3 su 4 al Sud.

Il centro studi Svimez evidenzia i dati positivi del reddito di cittadinanza

Il 49° rapporto annuale del centro studi Svimez ha evidenziato i risultati positivi del reddito di cittadinanza. Il reddito di cittadinanza, per l’appunto, ha evitato che oggi ci fossero un milione di poveri in più rispetto al 2020, dei quali tre su quattro si troverebbero al Sud.

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L’aumento dei prezzi, secondo Svimez, inoltre, colpirà molto di più il Meridione: dei 760mila nuovi poveri (287mila famiglie), la stima è che due terzi (circa 500mila persone) saranno al Sud. Qui l’incidenza delle famiglie in povertà assoluta aumenterà di 2,8 punti percentuali, rispetto allo 0,3 del Nord e allo 0,4 del Centro.

Non solo lo conferma il report del centro studi Svimez, ma anche gli altri dati economici lo prevedono. Nel 2023 la previsione nazionale è di una crescita del Pil attorno all 0,5%, ma c’è una forte differenza: per il Centro-Nord questo significa una crescita dello 0,8%, mentre per il Sud si prevede un calo, con il – 0,4%.

Nuove disposizioni sul reddito di cittadinanza 

A seguito di questi dati, quindi, preoccupano eventuali decisioni da parte del governo in merito al governo. Come è noto, infatti, il nuovo governo si sta muovendo in una direzione opposta rispetto a quello precedente in merito al reddito di cittadinanza. Tuttavia, l’idea della cancellazione immediata del beneficio già dall’1 gennaio, che avrebbe permesso di risparmiare 1,8 miliardi, sarebbe stata accantonata, sposando invece la soluzione ponte proposta dalla ministra del Lavoro Calderone. «C’è un anno transitorio nel quale comunque tutte le persone in difficoltà saranno tutelate, chi non è in grado di lavorare avrà piena tutela e chi è in grado di lavorare invece avrà una riduzione dei mesi di sostegno, si porterà da 12 a otto mesi» dice il sottosegretario per l’attuazione del programma Fazzolari. “Dal 2024 – aggiunge – rivedremo l’intero sistema, lavorandoci su per garantire pieno sostegno ai bisognosi e inserire nel mondo del lavoro chi è in grado di lavorare”.

 

 

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