ESCLUSIVO___SCOPERTA DISCARICA DI RIFIUTI TOSSICI

nuova discarica a Via Ripuaria

GIUGLIANO_ Il cimitero dei veleni. Un’ enorme discarica abusiva di rifiuti tossici. Una “bomba” ambientale ad alto potenziale di pericolo a due passi dalle abitazioni. Centinaia e centinaia (è difficile quantificare) di metri quadrati scoperti e sequestrati dagli uomini del NOE (nucleo operativo ecologico) . L’area, che si trova alla periferia di Qualiano e Villaricca, in via Ripuaria, all’altezza del civico 39, era utilizzata per lo sversamento abusivo di rifiuti speciali derivanti da attività di demolizione di fabbricati oltre che di residui bituminosi di manto stradale. Resti di lubrificanti altamente tossici, accumulatori elettrici, amianto, batterie, ceramiche e in ultimo oli minerali esausti. Una bomba ecologica appunto. SIAMO IN PRESENZA DI UNA PERFETTA RAPPRESENTAZIONE DEL CIRCUITO ECONOMICO CRIMINALE DELL’ECOMAFIA IN CUI LE ORGANIZZAZIONI MALAVITOSE HANNO SVOLTO E CONTINUANO A SVOLGERE UN RUOLO DA PROTAGONISTI. La Commissione Parlamentare d’inchiesta sui rifiuti ha definito la provincia di Napoli come la “terra dell’ecomafia”.Tonnellate di rifiuti tossici di vario tipo, residui di lavorazioni di metalli (cromo e zinco), scarti di piombo, fanghi, vernici, diluenti.Tutto intercettato. Uno splendido lavoro portato a termine grazie all’operosità instancabile della sezione territoriale di Legambiente e alle segnalazioni incessanti del comando di polizia municipale locale.Le attività illecite legate allo smaltimento dei rifiuti hanno avuto, negli ultimi anni, un allarmante sviluppo. In Italia complessivamente e a Napoli Nord, in particolare in tutto l’hinterland giuglianese, di cui Qualiano, Villaricca e Marano fanno parte. E’ il nuovo volto dell’ecomafia che ai profitti derivati dall’abusivismo edilizio ha affiancato quelli determinati dal traffico illegale di rifiuti. “Per noi i rifiuti erano oro” ha detto un pentito.Al momento sono in corso ulteriori accertamenti in zona e non si esclude che lo sversamento delle sostanze tossiche possa aver causato un danno biologico alle falde acquifere che scorrono sotto la discarica.Particolare preoccupazione per le lastre di Eternit (amianto in matrice compatta) rinvenute nelle aree limitrofe. L’ amianto è un materiale gravemente nocivo per la salute, e l’esposizione anche ad una sola fibra può provocare, a distanza di decenni, cancro e malattie respiratorie. Secondo una prima, parziale ricostruzione dei fatti, sembrerebbe che i camion carichi di rifiuti giungano nelle ore notturne in corrispondenza delle tre grosse buche reperite, profonde 30 metri e larghe cinquanta (antiche cave di pozzolana) e scaricano, avvalendosi dell’aiuto di piccole gru, i rifiuti tossici. E non solo. Ci sono centinaia di pezzi di elettrodomestici (cucine, materassi sbudellati, frigoriferi), carcasse di animali morti e (udite! Udite! ) decine di traversine in legno dei binari ferroviari. Il colore è quello della ruggine. L’olio dei freni e le polveri di ferodo vi si sono incrostati sopra.Ancora: tanti detriti derivanti da lavori edili,che per il Decreto Ronchi sono classificati come “rifiuti speciali”. Mentre il centro dei paesi dell’ hinterland viene lustrato, la periferia, qui e altrove, viene impestata.Qualiano, Villaricca,Marano, Giugliano sono puliti sì: le vie centrali, il municipio, le piazze, ma le strade di accesso alle città sono un pullulare di spazzatura, rifiuti di ogni genere e forma. Veri paradisi per le attività illegali. Piccole e grandi.
Quello di questa nuova discarica è l’ultimo caso. Ma la memoria civile ne ricorda tanti altri. “Il nostro territorio – dicono a Legambiente – è nuovamente sotto l’assedio delle ecomafie. Conserva tuttavia ancora una capacità di reazione positiva agli interventi a sua tutela. MA BISOGNA FAR PRESTO”.