Arrestato nel blitz contro il ‘terzo sistema’, lascia il carcere scissionista del clan

Bruno Milite
Lascia il carcere ed ottiene i domiciliari Bruno Milite, esponente del gruppo criminale operante su Torre Annunziata e nei comuni limitrofi. Milite aveva riportato una condanna alla pena di 7 anni e 6 mesi di reclusione per associazione per delinquere di stampo mafioso, detenzione di esplosivi, porto e detenzione di armi e ricettazione.
La Corte di Appello di Napoli, accogliendo la richiesta presentata dai difensori di fiducia, l’Avv. Antonio Iorio e l’avv. Maria Pinto del foro di Torre Annunziata, hanno disposto la sostituzione della misura custodiale in carcere con quella meno afflittiva degli arresti domiciliari, sposando la tesi (sostenuta dal difensore del Milite) secondo cui “indipendentemente dalla gravità dei fatti contestati e dalla negativa personalità del soggetto, il domicilio decontestualizzato consente di superare l’oggettiva presunzione di adeguatezza della solo misura custodiale in carcere, purché sia dimostrata una stabile dimora ed una capacità reddituale del soggetto ospitante”.
Pertanto i giudici della Corte di Appello hanno condiviso la tesi dei legali secondo cui il pericolo di ricommissione di altri reati ben può essere salvaguardato con gli arresti domiciliari fuori dal comune di Torre Annunziata.
Ordinanza, questa della Corte di Appello di Napoli, che mira a fare storia considerato che in pochissimi casi per i soggetti condannati per delitto ex art 416 bis cp, viene concessa la sostituzione della misura.
Pertanto possono iniziare ad avere buone possibilità di uscita dal carcere anche gli altri soggetti coinvolti nell’ormai noto clan Terzo Sistema operante in Torre Annunziata.