Casandrino, Grumo Nevano e Sant’Antimo rientrano storicamente sotto l’influenza dei clan Puca, Ranucci,  Aversano, Verde e Marrazzo. Gli esponenti massimi di questi clan sono in gran parte detenuti. Per quanto riguarda la pervasività del clan Puca nel Comune di Sant’Antimo – sciolto per l’accertato condizionamento mafioso con DPR del 18 marzo 2020127 – la commistione con elementi dalla Pubblica Amministrazione e dell’imprenditoria locale è stata conclamata dall’importante indagine “Antemio”128 della DDA di Napoli. Nell’ambito dell’inchiesta il 9 giugno 2020 i Carabinieri hanno eseguito un provvedimento cautelare nei confronti di 59 affiliati o comunque in affari con i clan Puca, Ranucci-Verde ritenuti responsabili di associazione di tipo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione elettorale, trasferimento fraudolento di valori, estorsione, turbata libertà degli incanti, favoreggiamento personale, rivelazione di segreti d’ufficio, aggravati dal metodo mafioso. Una parte rilevante delle indagini aveva riguardato la “capillare campagna di voto di scambio” e l’”incalzante opera di compravendita di preferenze” poste in essere dagli indagati in occasione delle elezioni del 2017.

Quale sviluppo investigativo dell’inchiesta “Antemio”, ulteriori sistematici comportamenti corruttivi attuati a vantaggio del clan PUCA sono stati documentati dal provvedimento cautelare eseguito il 22 ottobre 2020130. In questo caso l’indagine, sostenuta dalle dichiarazioni di vari collaboratori di giustizia, ha evidenziato un’attività fraudolenta posta in essere tra gli altri dal dipendente di una società fornitrice di servizi e strumentazioni per le intercettazioni di conversazioni tra presenti e telefoniche all’interno della Procura della Repubblica e da un ex appartenente alle Forze dell’ordine, i quali al fine di eludere le indagini avrebbero effettuato bonifiche ambientali a tutela del clan

Significativo del livello di contaminazione del locale contesto socio economico è anche l’elevato numero di provvedimenti interdittivi emessi nel semestre dal Prefetto di Napoli nei confronti di società per le quali è stato rilevato il pericolo d’infiltrazione mafiosa. Nel dettaglio un gruppo di aziende operanti nel settore della diagnostica medica destinatarie delle interdittive antimafia sono state ritenute a rischio poiché nelle relative compagini societarie compaiono soggetti vicini ai clan Puca e Ranucci coinvolti nella citata operazione “Antemio”. Interdittive antimafia sono state disposte anche nei confronti di aziende operanti nella ristorazione e nella compravendita immobiliare, nonché di una ditta attiva nel settore delle onoranze funebri in quanto riconducibile al clan Verde.

 

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