denise pipitone

Il caso Denise Pipitone si compone di un nuovo tassello, è la novità arriva dalla trasmissione di Barbara D’Urso. A Pomeriggio 5, la conduttrice ha svelato che sono in corso nuove indagini su Denisa, la giovane di 19 anni di Scalea, in Calabria, che è stata segnalata agli inquirenti per la sua somiglianza alla figlia di Piera Maggio.

“Abbiamo appena saputo una notizia in esclusiva fondamentale soprattutto per Piera Maggio: la procura di Paola, su mandato della procura di Marsala, ha effettuato il test del dna su Denisa, la ragazza che abbiamo intervistato e che per molti poteva essere Denise Pipitone”

Accertamenti che erano stati effettuati senza successo anche su Oleysa, una ragazza russa, che poco aveva a che fare con la povera Denise. Un caso tanto lungo, quanto complicato. Infatti, da una lettera anonima recapitata nelle ultime settimane al legale della madre di Denise, che la D’Urso aveva riassunto prima dell’ultima ora, in un breve servizio che  ha enunciato il contenuto del messaggio: “Sono 17 anni che so -recita la lettera- non ho parlato prima per paura. Sono serissimo e sicuro al 100 per cento di quello che ho visto. Mi trovavo in macchina, un’auto toccò la mia e dallo specchietto retrovisore vidi Denise e altre tre persone”. Dettagli che potrebbero ricomporre alcuni tasselli fondamentali delle indagini.

 

Denise Pipitone, la rivelazione dell’ex pm: «Era in auto con 3 persone della famiglia allargata»

 

Arrivano nuove rivelazioni sul caso Denise Pipitone, questa volte dall‘ex pm Maria Angioni, che condusse le prime indagini sulla scomparsa di Denise. Intervenuto ieri mattina a “Mattino Cinque“, Angioni ha parlato della misteriosa auto che il giorno della scomparsa di Denise, viaggiando ad alta velocità, finì contro un paracarro di pietra e poi svanì nel nulla.

 

 

“Questa macchina che scappa e l’incidente che ha avuto – ha sottolineato il magistrato – è molto importante. A lungo ho ritenuto fosse la macchina con cui l’hanno portata via la bambina. Ricordo che oltre al meccanico, c’era anche una coppia. E ricordo che questa coppia aveva indicato un orario in cui aveva visto la macchina. Queste due  persone erano state avvicinate da un componente della ‘famiglia allargata’ della bambina, dopodiché avevano cambiato un po’ l’orario. Per questo motivo li avevo ascoltati più volte”. L’ex Pm ha aggiunto che “nel complesso dalle dichiarazioni di questi testimoni, e dalla dichiarazione del meccanico, era emerso che l’autovettura, correndo alla disperata, era andata a sbattere contro un paracarro di pietra. I testimoni avevano riferito anche la direzione, compatibile con una fuga dal luogo dove la bambina era scomparsa”.

RESTA AGGIORNATO, VISITA IL NOSTRO SITO INTERNAPOLI.IT O SEGUICI SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK.