Domani l’ultimo saluto a Nicholas Di Martino, rischio faida a Gragnano

Si terranno domani i funerali di Nicholas Di Martino, il 17enne ucciso con una coltellata a Gragnano una settimana fa nel corso di una lite poi degenerata. Nel corso di quella lite suo cugino Carlo Langellotti aveva riportato gravi ferite. Sul corpo del giovane è stata effettuata nel corso delle ultime ore l’autopsia che ha confermato le cause della morte. Dai primi rilievi dell’esame autoptico è emersa la causa: un’emorragia provocata da una lesione all’arteria femorale. E’ proprio lì che il giovane è stato colpito da un fendente poi rivelatosi mortale. Nei giorni scorsi le forze dell’ordine hanno fermato, con decreto firmato dal pm Cimmarota, Maurizio Apicella e Ciro Di Lauro.

La vendetta per la morte di Nicholas

La questione però non è finita lì visto che il pomeriggio del giorno dopo è successo altro. I cugini di Nicholas hanno tentato una vendetta contro un amico di Apicella e Di Lauro. In manette sono così finiti Giovanni e Antonio Carfora, figli del boss Nicola ‘o fuoc (attualmente al 41bis), Raffaele Iovine di 30 anni e Giovanni Amendola, tutti parenti di Nicholas. I carabinieri e gli agenti del commissariato di polizia di Castellammare di Stabia hanno eseguito un decreto di fermo d’urgenza emesso dalla Dda di Napoli con l’accusa di tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso. Il 21enne, non legato ad ambienti vicini ai De Martino (a cui sarebbero legati Apicella e Di Lauro) sarebbe finito nel mirino solo perchè abituale frequentatore dei due ragazzi. Gli investigatori stanno indagando se vi sia il rischio di faida tra bande rivali per i traffici di droga nella zona dei Monti Lattari.

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