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martedì, Luglio 5, 2022
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Immigrati chiedono Sky al centro accoglienza, scatta la protesta. Ma è tutto falso


Sono certo che vi sarà capitato di leggere da qualche parte articoli che raccontano delle strambe richieste dei migranti ospitati nei centri d’accoglienza italiani. Alcuni raccontano come vengano richieste ricariche telefoniche no limits, altri descrivono come i migranti chiedano pranzi e cene di alto livello. E chissà che altro. Di recente, ha ottenuto un notevole “successo” la notizia dei migranti che hanno chiesto, addirittura attraverso un protocollo ufficiale, un collegamento Sky per vedere le partite e i film. La cosa, manco a dirlo, ha generato scandalo e indignazione a 360 gradi. Chiaramente, il tutto è stato come benzina sul fuoco per le derive razziste e fasciste. E’ bastato leggere una notizia, o il riportato del riportato di altre testate per essere certi che fosse giusta l’indignazione verso “i migranti che chiedono un collegamento Sky” per il centro d’accoglienza che li ospita. Eppure sarebbe bastato farsi e fare qualche domanda in giro per capire che la verità vera è un’altra.

La storia dei migranti che chiedono Sky è una fake news

Uno degli articoli che ha avuto più condivisioni è stato pubblicato dal Corriere di Vicenza. L’autore del pezzo descrive il centro d’accoglienza vicentino (uno dei, ndr) e la bizzarra e, a suo dire, immorale richiesta dei migranti. La testata vicentina lancia l’articolo in prima pagina e, di lì in poi, è un rapido effetto domino. Così a qualcuno viene in mente di porsele quelle domande. Non solo. Va a farle a tutti i diretti interessati di questa vicenda: i migranti, la Questura e la Prefettura di Vicenza. Si tratta di Fabio Butera, giornalista free lance che collabora con La Repubblica e con la trasmissione televisiva Le Iene. «Il responsabile comunicazione della Questura mi ha fatto sapere che il Questore non è a conoscenza delle istanze dei richiedenti asilo». Fabio, allora, non si è fermato. «La Prefettura di Vicenza mi ha detto che le richieste rappresentate dai richiedenti asilo tramite la Cooperativa sono relative alle iscrizioni anagrafiche, ovvero ai certificati di residenza. E che a loro non risulta nessuna richiesta in merito ad abbonamento Sky».

Insomma, una fake news bella e buona quella pubblicata dal Corriere di Vicenza e ripresa, tra gli altri, anche da Il Giornale (qui). Così, il collega ha raccontato tutto in post sul suo profilo Facebook, in modo breve e diretto. Il post è diventato virale, una vera e propria mina vagante per chi la fake news l’ha lanciata e amplificata. Eppure, ripetiamo, sarebbe bastato porsi e porre delle semplici domande. Talvolta, appare chiaro, è proprio l’intenzione a mancare. La vicenda, senza dubbio, è simile a decine di altri casi che stanno monopolizzando l’opinione pubblica. La domanda che ci si pone, a questo punto, è: è davvero così facile ingannare i lettori/spettatori? Forse bisognerebbe cominciare a considerare come dato di fatto che la popolazione media vuole quello che gli viene proposto. E’ la domanda che fa l’offerta. Purtroppo.

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