“Alla censura non mi piego”. Era il 1981, Massimo Troisi non era ancora all’apice del successo, ma all’epoca era noto per il trio La Smorfia, ma decise di non andare al festival di Sanremo. Gli avevano imposto, infatti,  di tagliare alcune parti del suo monologo come imposto dagli organi di censura della Rai.

Il conduttore era Cecchetto. Durante il pomeriggio, gli organizzatori del festival, lessero i testi del monologo che avrebbe dovuto presentare durante la serata. Avrebbe toccato il tema del terremoto dell’Iripinia e degli errori della politica. I dirigenti Rai dissero a Troisi di  tagliare le parti scabrose, di scrivere tutto l’intervento riducendo al minimo l’improvvisazione, di fare un solo intervento e non tre. Troisi decise di non andare più.

Festival di Sanremo, quando Troisi rifiutò la censura

Troisi prima disse in modo ironico “sono indeciso se portare una poesia di Pascoli o di Carducci” poi rivelò ai dirigenti Rai che sarebbe andato a braccio. Massimo rifiutò la censura e annunciò solo mezz’ora prima dall’inizio della puntata finale che non avrebbe preso parte al Festival. In seguito Massimo Troisi tenne un piccolo spettacolo solo per i giornalisti accorsi ad intervistarlo nell’albergo dove alloggiava.

 

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