Coronavirus. Boss di camorra scarcerati, oggi la decisione su Raffaele Cutolo

Raffaele Cutolo
Raffaele Cutolo in tribunale

E’ attesa nelle prossime ore, probabilmente già per il pomeriggio di lunedì, la decisione in merito alla concessione degli arresti domiciliari al boss della Nco, Raffaele Cutolo. Il fondatore della sanguinaria organizzazione criminale, dentenuto al regime del 41 bis presso il carcere di Parma, ha chiesto attraverso i propri legali di essere ristretto agli arresti domiciliari nell’ambito delle scarcerazioni che in questi giorni stanno creando non pochi attrtiti e polemiche tra magistrati e politici. I magistrati antimafia sono in rivolta contro le scarcerazioni dei boss. Sei sono quelle più note, ma c’è chi ne conta addirittura quaranta.

Se nelle prossime ore dovesse arrivare il via libera alla scarcerazione di Cutolo si aprirebbe una crepa ancora più ampia tra politica e magistratura, un’eventualità che lo stesso Guardasigilli, Alfonso Bonafede, vuole scongiurare, coinvolgendo il presidente della commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra, e anticipando un decreto legge che potrebbe essere presentato a metà settimana.
Il caos è nato in seguito ad una circolare inviata il 21 aprile dal dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ai direttori degli istituti in cui si raccomandava di segnalare all’autorità giudiziaria, per via dell’emergenza Covid, i detenuti con patologie, ma anche quelli ultra settantenni.

Intanto il boss vesuviano incrocia le dita e spera di poter, seppur per qualche mese, abbandonare il carcere e l’isolamento. Cutolo negli scorsi anni ha più volte chiesto un’attenuazione del regime carcerario senza mai ottenere alcuno sconto sulla pena inflittagli.