Da sinistra Antonio Volpe e Federico Solano

E’ irreperibile da giorni uno dei ras più temuti della zona di Fuorigrotta. Soprannominato ‘o buttafuori, gli inquirenti credono che possa sapere molto sull’omicidio di Antonio Volpe, il 77enne ucciso circa un mese e mezzo fa in via Leopardi nella zona del ‘Serpentone’. Un passato nei Vigilia e nella mala di Soccavo l’uomo, secondo le ultime informative di polizia, era colui che negli ultimi tempi, grazie anche alla mediazione dei Baratto-Volpe, aveva allargato considerevolmente il suo giro proprio a Fuorigrotta. Gli investigatori hanno deciso di interrogarlo e di sottoporlo allo stube ma l’uomo al momento risulta irreperibile. Di lui si era già parlato in precedenti articoli in relazione ai numerosi sequestri di pistole e munizioni avvenuti nelle scorse settimane nella zona grazie all’azione degli uomini del commissariato San Paolo (guidati dal primo dirigente Paolo Esposito). Ancora da definire il suo ruolo negli ultimi avvenimenti, di certo è al momento un personaggio molto in vista negli ambienti criminali.

L’agguato al mercatino rionale: ferito Federico Solano. Il ras ‘o buttafuori è un fantasma

Ancora da definire il ruolo di buttafuori riguardo gli ultimi sviluppi. Gli inquirenti sono sicuri già di un dato: c’è un collegamento tra l’omicidio di Antonio Volpe di circa due mesi fa con gli spari ieri contro Federico Solano, l’ambulante 60enne ferito alle gambe nel mercatino rionale di via Metastasio (leggi qui l’articolo). L’ennesimo raid potrebbe dunque essere l’ennesimo tassello in quel mosaico di violenza e terrore che da mesi sta caratterizzando l’area flegrea dove i gruppi autoctoni sono in fibrillazione. Quattro i colpi che hanno raggiunto Solano poi trasportato all’ospedale San Paolo dove verrà poi sottoposto ad un intervento chirurgico. L’agguato nello stesso mercatino rionale dove, nel 2011, Solano era stato arrestato per aver impiantato, insieme ad altre persone, una piazza di spaccio per conto del clan Zazo. Negli ultimi tempi però Solano era stato visto in compagnia di persone gravitanti proprio nel gruppo di via Leopardi e proprio questo particolare potrebbe essere la chiave per inquadrare l’ennesima azione di fuoco. Il gruppo un tempo detto dei ‘Cerasella’ appare fortemente ridimensionato e, secondo le ultime indiscrezioni filtrate in ambienti investigativi, ad essere avvantaggiati da questa situazioni sarebbero gruppi come i Troncone che possono contare su alcune ‘presenze’ di rilievo sul campo. Altre ipotesi portano a gruppi del rione Traiano e al ras detto ‘o buttafuori ormai irreperibile da settimane.

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