campania zona arancione
Campania zona arancione

Dopo due settimane di giallo, la Campania rischia seriamente di diventare dalla settimana prossima zona arancione. Comincia, infatti, a preoccupare l’andamento dell’epidemia in Campania. Osservata speciale è la zona a nord di Napoli dove molti popolosi centri hanno sfondato la soglia di allarme di 250 casi ogni centomila abitanti. L’indicatore, calcolato sul totale dei positivi (in ospedale e isolamento domiciliare) si riferisce alla settimana scorsa (dal 26 aprile al 2 maggio) e il relativo report è stato trasmesso dall’Unità di crisi della Regione Campania ai sindaci con un’implicita sollecitazione a prendere qualche provvedimento nonostante la zona gialla.

Campania zona arancione? 

Il timore è che la Campania, già con un indice di contagio Rt superiore a 1 possa passare a «rischio moderato» già la prossima settimana e dunque ripiombare in zona arancione.

Venerdì scorso la nostra regione con un RT 1.08 (1,05-0,81) non è ritornata in zona arancione per il fattore “livello di rischio” che incrocia il livello di stress delle strutture sanitarie e l’incidenza (rapporto tamponi/positivi). La classificazione di rischio per la Campania nel monitoraggio dell’Istituto superiore di Sanità è rimasta «bassa» e ciò ha fatto la differenza, collocandoci in trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 2, ovvero «potenziale costante crescita dell’incidenza di casi e corrispondente aumento dei tassi di ospedalizzazione e dei ricoveri in terapia intensiva relativamente lenta». Resterà così?

Vincenzo De Luca nei giorni scorsi era stato molto polemico su un eventuale ritorno in zona arancione perché c’è più rigore in Campania che altrove, soprattutto nelle azioni di monitoraggio del virus: «Ho la sensazione che in altre parti d’Italia non adottino, diciamo, lo stesso rigore della Campania per valutare i positivi» riferendosi ai tamponi che in Campania, contrariamente che altrove, sono quasi tutti molecolari). 

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