Dall’ordine alfabetico ai limiti settimanali: come cambiano le ‘regole’ della spesa a Napoli e provincia

Foto repertorio

Il coronavirus ha stravolto le abitudini quotidiane dei cittadini di come fare la spesa. Molti sindaci stanno cercando di regolamentare l’approvvigionamento della famiglie, alcuni con ordinanze ad hoc, altri con semplici inviti a limitare gli acquisti. La maggior parte degli enti napoletani ha dato la possibilità di effettuare la consegna a domicilio per le fasce sociali più fragili attraverso gli uffici socio assistenziali.

LE ORDINANZE DEI SINDACI

Ad Ottaviano non si potrà fare la spesa più di due volte a settimana. Lo stabilisce un’ordinanza emessa dal sindaco Luca Capasso. E’ stato previsto il divieto di recarsi nei negozi più di una persona per famiglia e per non più di due volte la settimana

Il sindaco Ciro Bonajuto ha disposto la spesa in ordine alfabetico per le famiglie di Ercolano. I cittadino dovranno osservare il calendario pubblicato dal Comune.

Il sindaco Vincenzo Ascione ha vietato la vendita l’esposizione e la vendita di prodotti, alimentari e non, al di fuori delle attività
commerciali, in particolar modo su pubblica strada. Inoltre i commercianti di Torre Annunziata dovranno coprire o comunque schermare tutti i prodotti da banco non già imbustati e inscatolati.

IL COMUNE DI NAPOLI

Per fronteggiare le diverse necessità legate all’emergenza coronavirus
la società Napoli Servizi ha attivato da questa settimana una serie di
attività di sostegno sociale a favore delle fasce sociali più deboli su
tutto il territorio cittadino.

Il personale dei servizi Socio Assistenziali saranno impegnati in diverse attività nelle 10 Municipalità cittadine:

•    ritiro certificati medici,
•    acquisto farmaci,
•    consegna alimentari a domicilio,
•    acquisto e consegna materiale didattico a domicilio,
•    ritiro presso le scuole e consegna agli studenti bisognosi di
tablet e sussidi didattici che le diverse scuole possono mettere a
disposizione per la didattica a distanza,
•    distribuzione mascherine e gel igienizzante presso centri
assistenziali comunali.