Tre anime, tre fratelli: la storia del clan Mazzarella

La storia del clan Mazzarella è la storia di tre fratelli. Una storia che si lega a doppio filo con quella dell’area orientale di Napoli che ha partire dagli anni Settanta subisce, senza soluzione di continuità, una progressiva deindustrializzazione che lascia campo aperto alla criminalità organizzata e al maggior business dell’epoca, il contrabbando di sigarette. E’ in questa fascia di territorio dimenticata dalla politica e dalle istituzioni che comincia l’epopea dello zio dei tre fratelli che punteranno alla conquista di Napoli sfidando apertamente l’Alleanza di Secondigliano: Michele Zaza. Don Michele è figlio di un pescatore di Procida e capisce sin da subito le enormi possibilità che si celano dietro il traffico di ‘bionde’. Per tale motivo fa del Pallonetto di Santa Lucia la sua ‘base operativa’ ma il suo potere non si ferma qui. Zaza è infatti tra i più strenui oppositori a Raffaele Cutolo, ‘o professor e Vesuviano. Nel tentativo di fermare quest’ultimo nel 1978  riunisce diversi boss nella cosiddetta “Onorata Fratellanza” tentando di stabilire una spartizione del territorio tra cutoliani e anti cutoliani. Tentativo che non riesce: da lì sarà poi mattanza tra la Nco e la Nuova Famiglia.

Un potere, quello di Zaza, che ne valse l’appellativo di ‘Agnelli napoletano’ visto che con l’attività di contrabbando, sembra, dava da vivere a migliaia di famiglie quasi quanto la Fiat a Torino. Sulla strada tracciata da Zaza viene così costruita la storia dei tre Mazzarella, i suoi nipoti originari di San Giovanni a Teduccio, una delle roccaforti del contrabbando, centro di smistamento per tutta l’area vesuviana. Tre fratelli, Vincenzo, Gennaro e Ciro, tre modi diversi di approcciarsi agli affari e tre ‘scelte strategiche’ diverse. Vincenzo insedia il suo covo nel rione Luzzatti a Poggioreale; Ciro controlla la zona del Pallonetto di Santa Lucia mentre Gennaro rafforzerà la sua leadership nella zona del Mercato e di via Marina.