Droga, appalti e racket: il mercato non conosce crisi




di Roberto Saviano




Solo la camorra napoletana negli ultimi tre anni ha gestito un’economia di 5000 milioni di euro. I clan operanti al centro ed in periferia di Napoli ricavano la parte maggiore dei propri profitti dallo spaccio di droga. L’Alleanza di Secondigliano detiene come forza economica principale lo spaccio di stupefacenti ma riesce attraverso un forte decentramento dei poteri anche il racket sui trasporti e su alcuni cantieri edili di periferia.

Uno dei boss più potenti in circolazione, latitante da due anni, Di Lauro riesce a ricavare un profitto pari al 500% dell’investimento iniziale: ciò significa che il clan riesce a fatturare quotidianamente un milione di euro. Paolo Di Lauro attraverso l’alleanza con i Nuvoletta di Marano, cosca legata da sempre a Cosa nostra, è riuscito ad avere suoi personali contatti con i Narcos sudamericani e quindi a gestire l’importazione di droga autonomamente senza dover ricorrere alla mediazione di altri clan. Il clan Di Lauro diffonde su Napoli e provincia la letale e redditizia eroina sintetica, l’Mppp, droga terribile e mortale che ha sbaragliato l’eroina classica costando la metà ed avendo una maggiore reperibilità. I clan del centro di Napoli stanno invece rilanciando il loro dominio sui negozi. I Nuvoletta di Marano, oltre ai soliti ambiti di controllo, hanno particolare potere nell’imporre forniture di determinati prodotti alle catene commerciali. Il clan dei casalesi è invece il sodalizio imprenditoriale di maggiore spessore in Campania ed è paragonabile per capitali all’intera Cosa Nostra. Secondo dati ricavabili dagli atti del processo Spartacus, l’intera confederazione dei casalesi fattura circa 30 mila milioni di euro l’anno. Cifre astronomiche che non possono non influenzare l’economia legale italiana ed europea. I casalesi gestiscono il ciclo del cemento con poteri da monopolio. Attraverso i contatti con il sudamerica direttamente ereditati da Antonio Bardellino importano quantità di droga enormi che smerciano attraverso clan albanesi e nigeriani nel nord Italia. Altro ambito in cui i casalesi fatturano enormi quantità di profitti è il mercato dei rifiuti. Attraverso il livello legale le ditte dei clan vincono gli appalti per lo smaltimento dei rifiuti poi con la tecnica solita del “giro bolla” e della falsificazione dei certificati di analisi nei soliti centri di stoccaggio, i rifiuti tossici e quindi particolarmente costosi da smaltire regolarmente, vengono illecitamente declassificati e poi smaltiti, sempre in maniera illegale. Il riciclaggio di danaro avviene in ogni ambito: dalle aziende agricole alle farmacie, sino agli alberghi in Andalusia e le fabbriche di tessuti nell’Est Europa. I casalesi infatti investono molto all’estero, i La Torre di Mondragone per esempio possiedono decine di supermercati e ristoranti in Scozia, mentre in Romania, Germania, Albania e Montenegreo sorgono veri e propriimperi di calcestruzzi.

L’ARTICOLO Lunedì, 25 Ottobre




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