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giovedì, Febbraio 29, 2024
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Dati sul commercio. Di Marino e Magliacano (CNA): «Non c’è dialogo». Pianese: «Nostre proposte inascoltate»

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Un maggiore coinvolgimento nelle scelte che riguardano il settore commercio.
Questa la principale richiesta delle associazioni di categoria dei commercianti di Giugliano dopo la pubblicazione da parte di InterNapoli.it dei dati sul commercio nel 2016 e 2017
(CLICCA QUI PER LEGGERE I DATI).
“Innanzitutto voglio sottolineare che manca la cura della città – dichiara Raffaele Di Marino, presidente CNA di Giugliano – . “Abbiamo protocollato richieste sullo stato del verde pubblico e l’illuminazione in città, ma allo stato dei fatti non abbiamo avuta alcuna risposta.
Nonostante il commercio sia diventato il settore trainante dell’economia giuglianese, superando l’agricoltura, non c’è molta attenzione. La politica dovrebbe fare innanzitutto da tramite per far arrivare nel centro storico di Giugliano grandi marchi, oramai quasi totalmente scomparsi. Ma è difficile parlare di commercio con una persona che non è competente del ramo”, dichiara Di Marino. Chiaro il riferimento all’assessore al ramo Miriam Marino. “Nulla di personale contro di lei, ma ritengo che una delega così importante debba essere affidata da chi sta nel settore o abbia le specifiche competenze” – continua il presidente CNA Giugliano. “In questi anni è stato fatto poco o nulla per rilanciare il commercio. Mancano un piano traffico ed un piano parcheggi, la viabilità è abbandonata a se stessa. Alcune attività sono penalizzate dalle scelte amministrative e ciò accade per un solo motivo: non c’è nessun confronto eppure le ricette per migliorare la situazione ci sono ma se si va avanti così il centro storico è destinato a morire. Non siamo stati convocati dal Comune nè per parlare dell’illuminazione di Natale né sull’isola pedonale. Ma più che col sindaco io me la prenderei con i dirigenti comunali che hanno un gran potere ma che quasi mai si confrontano con le parti in causa”.

Critica anche Tecla Magliacano, resp. regionale CNA: “Bisogna fare una seria programmazione di rilancio di sviluppo del commercio. Già ho detto più volte che sarebbe necessaria un’indagine conoscitiva dei negozi esistenti, in un paese come il nostro è inaccettabile assistere a tante chiusure ma purtroppo non sono state adottate misure agevolative per i commercianti”, dichiara la Magliacano. “Bisogna intervenire anche sul piano regolatore. Un contratto di rete potrebbe risollevare il nostro territorio. Purtroppo già nel 2002 ho allertato il Comune con un’indagine che la grande distribuzione avrebbe portato alla chiusura del 70% delle attività, ma ancora più grave che famiglie restano senza posti di lavoro”.

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Sui dati del Comune interviene anche Andrea Pianese , dirigente Aicast:
“Leggendo l’articolo non posso mio malgrado che confermare i dati drammatici del Commercio a Giugliano. Nel giro di due anni vive uno sterminio di attività, questo basta vederlo effettivamente girando per le strade del territorio comunale, soprattutto tra via Roma e Corso Campano che rappresentano il centro storico.
Le associazioni di categoria ormai cercano con grossi sforzi economici di creare eventi ma questa ricetta da sola è evidente che non serve. Nei pochi incontri avuti con l’Amministrazione ho chiarito che se non si dovesse cambiare rotta nessuno investirà più a Giugliano”.
Tra le possibili soluzioni, Andrea Pianese propone la creazione di fondi di bilancio destinati a chi intende aprire attività commerciali sul territorio, ma non solo.
“Un’altra proposta sarebbe quella portare una sede universitaria a Giugliano, ciò avrebbe effetti anche sull’economia terziaria con l’arrivo di tanti giovani che andrebbero ad aumentare l’indotto, o coinvolgere il Coni per portare in città eventi sportivi di una certa caratura. Si potrebbe puntare anche sulla cultura con un teatro con artisti che creano un calendario annuale in modo da attrarre gente da altri comuni. Si potrebbero valorizzare le eccellenze di Giugliano, come il capicollo e fargli avere il riconoscimento De.Co creando una filiera ed organizzare fiere a tema con i prodotti tipici, come si faceva in passato. Insomma ci sono tante cose da poter fare, ma è indispensabile coinvolgere
anche i proprietari degli immobili sfitti affinchè abbassino le richieste ed intervenire anche sul regolamento dehors, dimenticato nel cassetto da un anno. Anche la questione sicurezza è importante.
Ma tutte queste proposte – conclude Pianese – sono rimaste nel cassetto. L’appello che rivolgo all’Amministrazione e in prima persona al Sindaco è di affrontare l’aspetto commercio in modo serio, anche perché la situazione anche se al limite può essere ripresa”.

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