Da Ponticelli a Gaeta, arrestata madre di un ras del clan De Micco: nella sua abitazione erano state trovate le armi dei ‘Bodo’

L’ultima volta era stata arrestata dagli agenti del commissariato di Ponticelli che, nel corso di una indagine lampo, sequestrarono nel suo appartamento una pistola Tanfoglio, con matricola abrasa, completa di 22 cartucce calibro 380, nonché due caricatori ed un lampeggiante, del tipo in dotazione alle forze dell’ordine, il tutto abilmente occultato all’interno di una stanza nascosta dietro l’anta di un armadio. Armi che, secondo gli inquirenti, servivano al clan De Micco nella guerra che il gruppo sta combattendo contro gli Schisa-Minichini del lotto 0. A Carmela Ricci, all’atto della scarcerazione, avvenuta il 18 gennaio scorso, era stato notificato un provvedimento di divieto di dimora nella Regione Campania, emesso dal GIP del Tribunale di Napoli.

La Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli, il 22 gennaio scorso, ha emesso un’ordinanza di applicazione di misura coercitiva, perché responsabile dei reati di detenzione abusiva di armi, ricettazione aggravata, con l’applicazione dell’articolo 7. Per Carmela Ricci, infatti, madre di Antonio De Martino, gravitante nel clan De Micco, nonché moglie di Francesco Di Martino, un tempo affiliato al disciolto clan Sarno, è stata disposta l’aggravante di appartenenza a fatti di gravità mafiosa o camorristica. Spostatasi, da una decina di giorni, nella regione Lazio, aveva fornito come indirizzo quello nel Comune di Ardea, dove gli agenti del commissariato di Ponticelli (dirigente Antonella Andria e sostituto commissario Vittorio Porcini) non avevano trovato riscontro.Da ulteriori accertamenti, è emerso che Ricci si era trasferita nel comune di Gaeta dove è stata effettivamente rintracciata dai poliziotti che l’avevano arrestata il 30 dicembre scorso. La Ricci è stata così accompagnata nel carcere di Rebibbia.