Picchiato in strada in provincia di Napoli, due le ipotesi: rapina o vendetta

Un’aggressione in piena regola avvenuta in provincia di Napoli. Non una semplice azione violenta ma forse un raid mirato. E’ quello subito da un giovane ieri pomeriggio a Marigliano. Un pestaggio in piena regola (il giovane si è fatto refertare in ospedale con ferite alla testa e all’occhio) che avrebbe forse (il condizionale è d’obbligo) un movente ben preciso legato all’ultimo, eccellente, collaboratore di giustizia che con le sue dichiarazioni potrebbe scatenare un terremoto giudiziario a Ponticelli. Il pentito in questione è Tommaso Schisa mentre la ‘vittima’ del pestaggio sarebbe un giovane che (è bene ribadirlo) con la criminalità organizzata non ha nulla a che fare e ha soltanto la ‘colpa’ di essere legato ad una donna un tempo vicina all’ex ras di Ponticelli. E’ questa una delle ipotesi seguita dagli inquirenti che non tralasciano alcuna pista: oltre a quella del ‘legame’ con una donna legata in precedenza a Schisa si segue l’altra pista, quella della rapina.

Subito dopo il pestaggio il giovane sarebbe stato ascoltato dai carabinieri. Non sarebbe la prima volta che l’uomo subisce intimidazioni e minacce. Un elemento questo che farebbe propendere gli inquirenti per la prima ipotesi soprattutto da quando la donna avrebbe scelto di non condividere il percorso dell’ex ras, un personaggio di primissimo piano criminale, organico al maxi gruppo Rinaldi-Minichini-Schisa-De Luca Bossa formatosi nei mesi scorsi in funzione anti-De Micco e anti-Mazzarella. Tommaso è figlio di Roberto e della pazzignana Luisa De Stefano condannata all’ergastolo per il duplice omicidio Cepparulo-Colonna del lotto O.