Da Casalnuovo alle colonne di Giugliano fino a Chiaiano: ecco i luoghi della latitanza di Marco Di Lauro

Si spostava di continuo per evitare ogni minimo rischio. Protetto da una rete di fedelissimi già duramente colpita dall’operazione di qualche mese fa della Procura di Napoli e che adesso, dopo il pentimento di Salvatore Tamburrino, potrebbe essere vedere incrinato in maniera consistente il proprio potere. Il clan Di Lauro e soprattutto Marco Di Lauro (fino al marzo scorso quando fu arrestato nel covo di Chiaiano la vera ‘primula rossa’ della camorra) sono adesso sotto il fuoco delle dichiarazioni dei pentiti che potrebbero svelare, in maniera definitiva, retroscena e particolari fin qui rimasti inediti. Come i luoghi dove Di Lauro junior ha trascorso la latitanza diventando di fatto un ‘fantasma’ per ben 14 anni. Già Internapoli qualche mese fa aveva svelato un retroscena inedito, di un covo di Di Lauro proprio su Corso Secondigliano a pochi metri dalla propria roccaforte. Il racconto è del collaboratore di giustizia Carlo Capasso che parte dal riconoscimento fotografico di ….., persona nell’orbita del clan che fu svegliato nel cuore della notte dalle forze dell’ordine che lo accompagnarono presso un appartamento che l’uomo aveva preso in affitto e che, per gli inquirenti, speravano fosse uno dei covi. Era il 2005.Un volta entrati si dava inizio alle operazioni di perquisizione che davano esito negativo nel senso che non venivano trovate persone all’interno dello stesso. Questo episodio riscontra inequivocabilmente quanto dichiarato dal collaboratore di giustizia rispetto al coinvolgimento di….. nel reato di favoreggiamento: «Questi ha partecipato alla gestione della latitanza di Marco Di Lauro in quanto a lui era stata intestata la casa al Corso Secondigliano dove Marco ha svolto la latitanza, in questa casa sono intervenute le forze dell’ordine quando Marco era presente e nascosto all’interno dell’appartamento, ma le forze di polizia non lo hanno trovato. …..sapeva che la casa che si intestava serviva alla latitanza di Marco Di Lauro, in quanto su quella casa gli portava il cibo ed i vestiti. In alcune occasioni so che ha ricevuto anche dei bigliettini contenenti messaggi che Nunzio Talotti gli dava per farli arrivare a Marco. Anche nel 2005 la latitanza dì Marco veniva curata da Talotti, anche se il clan era gestito da Giuseppe Pica. Mi ricordo che anche attualmente il …. ha buoni rapporti con Talotti, nel senso che agli inizi del 2009 il…..informò Talotti che gli era stato chiesto dal clan Amato-Pagano, non so su ordine di chi del clan, di fornire informazioni circa la localizzazione mia e dello stesso Talotti per ucciderci; egli disse tutto a Talotti».

In attesa di Salvatore Tamburrino c’è un altro pentito che sta svelando i luoghi della latitanza di Di Lauro junior ossia Gennaro Puzella, ex ras del rione dei fiori, che ha indicato ai magistrati tutti i luoghi dove ‘F4’ si sarebbe nascosto in tutti questi anni:«Quando c’era da commettere un omicidio Marco Di Lauro scendeva. Ad un certo punto divenne latitante e io, essendo un suo uomo di fiducia, lo spostavo nella latitanza. Da quanto io sapevo la latitanza la faceva su Corso Secondigliano per poi spostarsi in parecchie parti come al Centro Meridiano di Casalnuovo dove c’erano degli appartamenti nuovi proseguendo diritto dalle colonne di Giugliano verso l’ospedale di Aversa in una strada sulla sinistra». La ‘sfida’ allo Stato però era tale che Di Lauro junior più volte si è recato nel Terzo Mondo come ribadito dallo stesso Puzella di due diversi verbali:«Lo incontrai sia a casa di …..che si trova nel rione dei fiori, che a casa di …… in un palazzo all’incrocio con via Gerusalemme Liberata».