Durante la Faida di Secodigliano il clan di Lauro era in cerca di armi per poter fronteggiare gli Scissionisti. Quindi i Milionari decisero di acquistare le armi anche da persone di nazionalità serba o originaria dell’est Europa.

Come riportato nell’ultima ordinanza contro il gruppo di Miezz all’Arco il pentito Antonio Capasso ha svelato: “Le armi noi Di Lauro le acquistavamo, normalmente, dai zingari. Ricordo che nella primavera del 2009 i Di Lauro acquistarono dei fucili mitragliatori AK 47 da uno slavo che aveva la disponibilità di un Porche Cayenne di colore nero o scuro. Questa persona l’ho vista girare all’interno del rione e si accompagnava con Talotti Nunzio. Ricordo che la trattativa andò a buon fine, tant’è che ricordo che le armi, acquistate per la somma di euro 10 mila euro, giunsero all’interno del rione trasportate da emissari dello slavo che non conosco”.

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