Coronavirus e contagi in calo, si pensa alla fase 2: nuovo anno scolastico dal primo settembre

Sarà in due step la ‘Fase 2’: il primo riguarderebbe piccole aperture per le attività produttive, mentre il secondo interesserebbe una rimodulazione delle misure per spostamenti e uscite. Sarebbe questo l’orientamento emerso nel corso del vertice tra il premier Conte e i tecnici in vista della scadenza in vista della scadenza delle misure di contenimento il 13 aprile.

In ogni caso non sarebbero ancora stare ipotizzate date e la linea ribadita sarebbe quella della “gradualità e prudenza” nelle riaperture.

Il prossimo anno scolastico giocherà di anticipo per recuperare il tempo perduto e la scuola probabilmente aprirà il 1 settembre. E poi, dopo le prime tre settimane di ripasso, partiranno le lezioni del 2020 probabilmente nell’ultima settimana di settembre, con un’unica data uguale per tutta Italia.

Per la cosiddetta fase 2 la parola d’ordine, ribadita più volte dalla ministra all’istruzione Lucia Azzolina, è sicurezza: non si torna a scuola, quindi, se non ci sono le condizioni sanitarie per farlo.

Dagli ospedali Covid al potenziamento della sanità territoriale in tutto il Paese. Sono tra le misure della fase 2 di cui si è discusso, a quanto si apprende, nella riunione di ieri pomeriggio tra il premier Giuseppe Conte, i ministri e il Comitato tecnico scientifico. Nella riunione, a quanto raccontano fonti presenti all’incontro, si sarebbe concordato di garantire alcuni punti fermi per quando inizieranno le riaperture, a partire dall’applicazione rigorosa di misure di distanziamento.

Quanto ai test sierologici e ai tamponi serviranno linee chiare, osservano fonti governative, da parte del comitato tecnico scientifico. La riunione è servita comunque, viene spiegato, a fare il punto della situazione e avviare un confronto che proseguirà nei prossimi giorni, in vista della scadenza del dpcm del 13 aprile.

“Dobbiamo stare molto attenti alla fase 2: se sbagliamo i tempi torniamo in lockdown e ricominciamo da capo”, ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, a Porta a Porta in onda stasera. “Sta calando un po’ la curva” dei contagi, “ma non dobbiamo cominciare a considerare quelle regole di contenimento facoltative”, ha aggiunto dicendo “ai cittadini di comportarsi con massima responsabilità in questa fase, restando a casa e rispettando le regole che salvano la vita”. (ANSA)