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sabato, Dicembre 4, 2021
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Da Napoli progettavano un grande attentato, chi sono Sillah Osman e Alagie Toura: i due terroristi dell’Isis


Faceva parte di un gruppo approdato in Italia un anno fa, un gruppo legato all’Isis e pronto a colpire in Italia e in Europa. Sillah Osman, gambiano di 34 anni, è stato arrestato in provincia di Napoli, dopo una lunga permanenza in Puglia, dove era stato ospitato in un centro accoglienza a spese dello Stato per la ricezione degli immigrati.

Secondo arresto di un cittadino gambiano, dopo quello messo a segno a carico di un 21enne – il cui nome era Alagie Touray – ospite di un hotel a Pozzuoli lo scorso aprile. Stando alle indagini condotte dal Ros e dalla Digos, si rafforza l’ipotesi di un progetto di attentato in Italia o in Francia. Stando al primo arresto, quello di Alagie Touray, il piano era di schiacciare la folla con un’auto inpoazzita, sulla falsariga di quanto avvenuto in altri contesti europei.

Sia il gambiano arrestato in questi giorni, sia Alagie Touray erano addestrati all’uso di coltelli e armi esplosive, oltre all’uso delle auto come arieti. Fanno parte di un gruppo strutturato e violento che ha ricevuto la prima radicalizzazione in Libia e in nordafrica. Decisiva nel corso di questa inchiesta la Collaborazione offerta da Alagie Touray, che in questi mesi ha fornito la propria testimonianza rafforzando le indagini della Procura di Napoli.

Sillah Osman nei giorni scorsi ha messo in apprensione le forze di polizia che da tempo lo tenevano sotto controllo: si è aggregato a una processione religiosa, in una località pugliese, seguito dai poliziotti e dai carabinieri i quali hanno temuto che stesse per entrare in azione. Alla fine, però, ha abbandonato la processione. La circostanza è stata resa nota nel corso di un incontro, nella Procura di Napoli, convocato per spiegare l’attività investigativa interforze di Polizia di Stato e Carabinieri del Ros coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli. Sillah è stato individuato grazie al telefono cellulare sequestrato ad Alagie Touray, preso lo scorso 20 aprile davanti alla moschea di Licola. È stato convocato a Napoli in quanto aveva chiesto protezione internazionale: con questo stratagemma è stato identificato e poi fermato. Il gip ha già convalidato l’arresto. Adesso si trova ristretto in una struttura carceraria.

il progetto 

«Ha riferito di sentire la voce di Allah, in una telefonata alla moglie, in Gambia, si è definito un soldato di Dio». Lo ha detto il procuratore di Napoli Giovanni Melillo in un incontro con i giornalisti in riferimento al profilo psicologico di Sillah Osman, 34 anni, il gambiano fermato a Napoli nel corso di un’operazione interforze di POlizia di Stato e carabinieri del Ros. Sillah ha manifestato un profilo psicologico particolarmente incline ai dettami dell’Isis. «Insieme all’altro gambiano preso lo scorso 20 aprile davanti ad una moschea a Licola, nel napoletano, ha sostenuto un duro addestramento durato due mesi in Libia durante il quale ha sviluppato tecniche terroristiche, capacità nell’uso delle armi, resistenza alla fame, alla sete e alla paura, in un contesto particolarmente difficile qual è il deserto libico». «L’addestramento – ha detto ancora il procuratore di Napoli Giovanni Melillo – è stato spesso interrotto dalle incursioni militari degli eserciti anti-Isis».

Le parole della Meloni

« Napoli: arrestato un gambiano, sbarcato in Sicilia nel 2017, accusato di esser legato all’Isis e pronto a colpire l’Italia. Meno male che non esisteva nessun legame tra immigrazione e terrorismo. Unica soluzione per fermare i barconi e i potenziali terroristi: #BloccoNavaleSubito». È quanto ha scritto su twitter il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

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