Droga per gli Amato-Pagano, condannati in appello i narcos della Scissione

Erano accusati di essere i ras addetti ai traffici di droga per gli Amato-Pagano, il cartello uscito vincitore dalla prima faida di Scampia contro i Di Lauro. Nei giorni scorsi per alcuni di loro è arrivata la sentenza della corte d’Appello di Napoli (sesta sezione, presidente Gallo)  nel processo svolto con rito abbreviato. Gli altri imputati avevano optato per il rito ordinario. Condannati Mario Avolio (a 19 anni e 8 mesi di reclusione, difeso dall’avvocato Pignatelli), Vincenzo Barbella (per lui 11 anni e 8 mesi, difeso da Alfredo Guarino), Massimo Cesarini (8 anni e 10 mesi di reclusione, difeso da Anna Fusco). Condanne anche per Patrizio Corvietto (7 anni e 8 mesi, difeso da Carlo Bianco) e Gennaro D’Angelo (difeso dall’avvocato Dario Cuomo ha rimediato sei anni di reclusione). Condannato anche Giuseppe Iavarone (10 anni). Sentenza anche per Giuseppe Leonardi (12 anni e 8 mesi), Leonardo Leonardi (8 anni e 8 mesi, entrambi difesi da Rocco Maria Spina) e Luigi Leonardi (8 anni e 5 mesi). Condanne infine per Ferdinando Lizza (18 anni), Giovanni Onorato (9 anni e 11 mesi). Tutti indicati come esponenti degli Amato-Pagano. Non doversi procedere per Salvatore Tufo: reati estinti per la morte dell’uomo.

L’indagine sul business degli Amato-Pagano

L’unico assolto è Mario De Marinis: l’uomo, condannato in primo grado, è stato assolto per non aver commesso il fatto. De Marinis era difeso dall’avvocato Raffaele Chiummariello che è riuscito a far valere le proprie argomentazioni difensive. L’attività investigativa, svolta tra il 2014 e 2017, consentì alla Procura di circoscrivere le vicende relative al clan Amato-Pagano. Un periodo che va dal 2012 al 2017 e che ha permesso di individuare il canale di approvvigionamento di droga del gruppo. Oltre a questo svelate le dinamiche relative alla gestione delle piazze di spaccio degli Scissionisti di Melito. Il 17 gennaio 2017 gli uomini della squadra mobile diedero esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 17 persone, tra cui Rosaria Pagano. La Pagano ha optato per il rito ordinario. Le indagini svelarono l’esistenza di due distinte organizzazioni criminali. Queste si erano spartite la gestione del mercato all’ingrosso della cocaina e hashish nell’area a nord di Napoli.

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