Nel riquadro Vincenzo Aprea. Nella foto grande il carico di cocaina sequestrata nel 2013 all'aeroporto di Parigi

Dopo lo sconto di pena ottenuto due mesi fa (leggi qui l’articolo) il ras Vincenzo Aprea incassa un’altra buona notizia. L’uomo, considerato dalle forze dell’ordine come il braccio destro di Raffaele Imperiale, il narcos degli Scissionisti da anni latitante a Dubai, ha ottenuto gli arresti domiciliari. La decisione è stata presa dalla Corte d’Appello di Napoli (II sezione) che ha accolto pienamente le argomentazioni del legale di Aprea, l’abile avvocato Luigi Senese. Aprea rispondeva di associazione internazionale dedita al traffico di droga e nel maggio scorso era stato condannato a otto anni di reclusione (a fronte dei dodici del primo grado). Aprea divenne famoso perchè nel 2013 fu arrestato all’aeroporto di Parigi nel corso di una vasta operazione nel corso della quale fu sequestrata dagli investigatori una tonnellata di cocaina.

Il gruppo del narcos Imperiale

Secondo le informative delle forze dell’ordine, grazie alla struttura messa in piedi negli anni da Imperiale e dai suoi sodali il clan Amato-Pagano è divenuto negli anni, il principale canale di smistamento della sostanza stupefacente nel napoletano. La piena e totale disponibilità di appoggio, sia sul piano commerciale e finanziario che per il procacciamento di armi e rifugi, garantita dal gruppo Imperiale e Cerrone al gruppo Amato Pagano durante i turbolenti anni delle faide di Secondigliano ed anche in seguito, ha consentito non solo al clan di Melito la vittoria nella guerra di camorra, ma un’ulteriore decisiva spinta alla vertiginosa espansione dei traffici di cocaina assicurati da Imperiale e Cerrone, i quali avevano così costituito una vera e propria società con i vertici del clan Amato-Pagano, in grado di ottenere ricavi per decine di milioni di euro ogni anno.

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