Sconto di pena in appello per Vincenzo Aprea, ras considerato dalle forze dell’ordine come il braccio destro di Raffaele Imperiale, il narcos degli Scissionisti da anni latitante a Dubai. La sentenza, emessa pochi minuti fa, dalla Corte d’Appello di Napoli (II sezione) che ha condannato Aprea a otto anni di reclusione a fronte dei dodici rimediati in primo grado. La pena più mite ottenuta grazie alle argomentazioni del legale di Aprea, l’esperto avvocato Luigi Senese. Aprea rispondeva di associazione internazionale dedita al traffico di droga.

Il gruppo del narcos Imperiale

Secondo le informative delle forze dell’ordine, grazie alla struttura messa in piedi negli anni da Imperiale e dai suoi sodali il clan Amato-Pagano è divenuto negli anni, il principale canale di smistamento della sostanza stupefacente nel napoletano. La piena e totale disponibilità di appoggio, sia sul piano commerciale e finanziario che per il procacciamento di armi e rifugi, garantita dal gruppo Imperiale e Cerrone al gruppo Amato Pagano durante i turbolenti anni delle faide di Secondigliano ed anche in seguito, ha consentito non solo al clan di Melito la vittoria nella guerra di camorra, ma un’ulteriore decisiva spinta alla vertiginosa espansione dei traffici di cocaina assicurati da Imperiale e Cerrone, i quali avevano così costituito una vera e propria società con i vertici del clan Amato-Pagano, in grado di ottenere ricavi per decine di milioni di euro ogni anno.

 

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