Elezioni a Giugliano. Attacchi personali e manifesti misteriosi: si annuncia una campagna elettorale al veleno

Se il buongiorno si vede dal mattino, si prospetta una campagna elettorale velenosissima a Giugliano in vista delle amministrative della prossima primavera.

A due settimane esatte dalle dimissioni di 19 consiglieri comunali, che hanno portato alla caduta dell’ex sindaco Antonio Poziello, si susseguono scontri e accuse reciproche tra le varie fazioni. Terminato il tour delle conferenze stampa post sfiducia, gli unici che dovevano una spiegazione alla città, ovvero i 6 consiglieri dimissionari che facevano parte della maggioranza di Poziello (Giuseppe D’Alterio, Andrea Guarino, Paolo Ciccarelli, Pasquale Casoria, Gennaro Di Gennaro, Domenico Cecere) e che facevano parte della maggioranza di Poziello e che hanno poi firmato davanti al notaio insieme ad altri 13 dell’opposizione, non hanno proferito parola se non attraverso comunicati poco esplicativi.

Le accuse di Poziello ai ‘traditori’

Eppure sono state durissime le accuse mosse dall’ex primo cittadino durante la conferenza stampa di venerdì scorso. Poziello ha parlato apertamente di consiglieri mediocri eletti per miracolo, inseriti in fretta e furia 48 ore prima della chiusura delle liste, politici di basso spessore visto che “il sindaco faceva prima a fare le cose piuttosto che a spiegarle”. Consiglieri che lo avrebbero ricattato continuamente durante i 5 anni di consiliatura e che non hanno avuto il coraggio di sfiduciarlo in Consiglio. A tal proposito dimenticando però che lo stesso Poziello risultò tra i firmatari, insieme ad esponenti di centrodestra, della sfiducia all’ex sindaco Antonio Castaldo il 24 giugno del 2002, mandato a casa dopo poco più di anno dal suo insediamento.

Inoltre non è dato sapere cosa precisamente avessero chiesto quei consiglieri che, come ha dichiarato Poziello in conferenza, “hanno anteposto interessi di bottega a quelli della città e che lo hanno tirato per la giacca continuamente in questi anni”.

Nel mirino di Poziello sono finiti anche consiglieri di opposizione, “rei di aver fatto solo attacchi alla sua persona e non politici”, dimenticando però i diversi temi messi sul tavolo dalle varie anime della minoranza.

C’è stato però un mea culpa da parte dell’ex primo cittadino sulla selezione a monte dei candidati nelle sue liste. Nonostante Poziello si sforzi di ripetere che quella del 2015 era una coalizione di centrosinistra, l’eterogeneità della sua maggioranza era sotto gli occhi di tutti e, col passare dei mesi, le differenze politiche sono emerse tutte.

Poziello in ‘versione 2015’ e la ricerca dei nemici

“Un uomo senza nemici è un uomo senza carattere”, diceva Paul Newman. E l’ex sindaco, in difficoltà dopo essere stato sfiduciato, ha preso alla lettera quest’aforisma parlando di una “guerra ad personam” nei suoi confronti. Infatti, com’era ampiamente prevedibile, la conferenza stampa è stata un Poziello contro tutti. Un Poziello che però sembra essersi fermato alla ‘versione 2015′ quando era feroce lo scontro con l’area ‘topiana’ del Pd. Proprio come 5 anni fa, dopo essere stato epurato dal Pd, ha fatto leva sull’orgoglio giuglianese, rispolverando il mantra “senza padrini né padroni”, ed ha puntato il dito contro i “capibastone forestieri” che vorrebbero mettere “pupazzi alla guida della terza città della Campania”. 

Nel mirino dell’ex sindaco, che intanto ha incassato la riconferma alla presidenza dell’Ato Napoli 2 (ente che si occupa della questione rifiuti e che raggruppa 24 comuni dell’area giuglianese-flegrea e puteolana) è finito soprattutto Lello Topo, definito “il regista- più o meno occulto – dell’operazione sfiducia, arrivato finanche a telefonare al notaio di Pozzuoli”. Ma non solo, duri attacchi ci sono stati anche al sindaco di Napoli Luigi De Magistris per aver utilizzato termini “da camorrista di gomorra” nei confronti dell’ex primo cittadino, il deputato Salvatore Micillo, l’ex deputata Giovanna Palma e Nicola Pirozzi. Ma dal 2015 ad oggi molte cose sono cambiate e gli attacchi di Poziello sembrano essere più un tentativo di cercare dei nemici per fare fronte comune nella prossima campagna elettorale.

Accuse a cui nessuno ha voluto rispondere se non attraverso un manifesto murario, peraltro abusivo, apparso nei giorni scorsi nelle strade della città a firma di un fantomatico gruppo ‘Giuglianesi Indignati’, nel quale si fa riferimento a poteri forti che avrebbero voluto la fine dell’Amministrazione.

Patto di coalizione nel centrodestra

Il Centrodestra è al lavoro per trovare una quadra in vista delle elezioni. Ieri sera c’è stata una nuova riunione del centrodestra allargato. E’ stato siglato un patto di coalizione tra tutte le forze partitiche e civiche (Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia, Udc, CambiaMenti, liste di Guarino e altre civiche) le quali si sono impegnate per andare uniti per andare insieme alle elezioni, chiunque sarà il candidato a sindaco. Il nome probabilmente verrà ufficializzato contestualmente a quello del candidato presidente del centrodestra alla Regione Campania. Il nome più caldo resta sempre quello di Alfonso Sequino, ma l’esponente di Forza Italia non è l’unico. Lega, Fratelli d’Italia e parte di Forza Italia vorrebbero, infatti, alla guida della coalizione una persona più esperta. Tra i papabili sono tornati in auge Giuseppe Pietro Maisto e Pietro Ciccarelli. Nei prossimi giorni ci saranno altre riunioni.

I movimenti nel centrosinistra

Proseguono anche nel centrosinistra gli incontri. Il Pd attende la risposta dal M5S sull’ipotesi di accordo-elettorale. Al momento si è in una fase di stallo, ma la situazione è destinata a sbloccarsi dopo le Regionarie dei grillini. L’esclusione di Nicola Palma dalle Regionarie potrebbe far cambiare lo scenario e il suo nome torna prepotentemente tra i papabili candidati a sindaco insieme a quello di Nicola Pirozzi, ex capogruppo del Pd.  La coalizione di centrosinistra allo stato attuale è formata da Pd, lista Giugliano bene comune, Polis, Socialisti e altre civiche. Anche Potere al Popolo continua ad organizzare incontri con gli attivisti ma non ha sciolto ancora la riserve sulla presenza alle elezioni.

I primi provvedimenti del commissario prefettizio Umberto Cimmino

Intanto il commissario prefettizio Umberto Cimmino è al lavoro per traghettare il Comune alle elezioni. Dopo aver incontrato i vertici di polizia, carabinieri e finanza, come uno dei primi atti ha riaffidato a Maria Rosaria Petrillo il Comando della Municipale, di cui era già stato chiesto (e negato) il reintegro dalla giustizia amministrativa.

Cimmino ha incontrato anche diverse forze politiche locali, tra cui gli ex consiglieri di centrodestra con cui ha discusso di 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗿𝗼𝗺, 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮, 𝗮𝗺𝗯𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲, 𝗯𝗲𝗻𝗶 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗮𝗹𝗶, 𝗽𝗼𝗻𝘁𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗰𝗶𝗼, 𝘀𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝗹𝗮𝗴𝗼, 𝗺𝗮𝗿𝗲 𝗲 𝘇𝗼𝗻𝗮 𝗔𝗦𝗜.