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Foto di repertorio

L’ergastolo ostativo è incompatibile con la Costituzione. Si tratta della condanna inflitta dai boss e affiliati alla mafia e che impedisce loro, se non collaborano, di accedere (dopo 26 anni di reclusione) alla liberazione condizionale. Anche quando è certo che si sono ravveduti. La Corte costituzionale non ha alcun dubbio e dà un anno di tempo al Parlamento per provvedere con una legge. Consapevole dell’impatto che una sentenza di incostituzionalità immediatamente efficace potrebbe avere sulla lotta alla mafia.

Ma è chiaro sin da ora che se il legislatore resterà a braccia conserte, a maggio del 2022 la Consulta cancellerà quella norma che ritiene in contrasto con principi basilari della Carta fondamentale. Il motivo lo spiega in un’ordinanza che depositerà nelle prossime settimane, come anticipato da una nota dell’Ufficio stampa.

ERGASTOLO OSTATIVO, LE PAROLE DI MARESCA

“L’ergastolo ostativo era ed è l’architrave della legislazione antimafia italiana. Quanto stabilito dalla Corte Costituzionale non deve agevolare alcun colpo di spugna su norme che hanno consentito finora di contrastare in maniera efficace il fenomeno mafioso nel nostro Paese”. Lo scrive, su Facebook, il magistrato antimafia Catello Maresca-

LA SORELLA DI GIOVANNI FALCOLE E L’ERGASTOLO OSTATIVO

Maria Falcone, sorella del giudice Giovanni, si augura che il legislatore intervenga “presto” ma “in modo da non pregiudicare l’efficacia di una normativa antimafia costata la vita a tanti uomini delle istituzioni”. Per Antigone invece ”l’incostituzionalità è accertata e non si potrà tornare indietro”.

La decisione critica della Consulta sull’ergastolo ostativo non giunge però inaspettata. Anche in due pareri resi dall’ufficio legislativo del ministero della Giustizia ,quando ancora a guidarlo era Alfonso Bonafede, si evidenziavano le “notevoli possibilità” che la questione di costituzionalità fosse accolta. Sul punto la Consulta è chiara: l’attuale disciplina dell’ergastolo ostativo “è in contrasto con gli articoli 3 e 27 della Costituzione”.

PARLA IL FRATELLO DI PAOLO BORSELLINO

“Uno schiaffo a tutti quelli che hanno perso i loro cari nella lotta alla mafia o per mano di essa. Una decisione triste – dice Salvatore Borsellino, fratello del magistrato Paolo– e che non fa altro che aumentare la rabbia che ho dentro e che in questi anni è cresciuta davanti a notizie di questo tipo“.

La Convenzione europea dei diritti dell’uomo? “Avrebbe un senso se parlassimo di uomini ma queste persone sono peggio delle bestie. Hanno ucciso per il desiderio di potenza e per accumulare potenza. – aggiunge Borsellino – Hanno dimostrato che anche dal carcere riescono a mantenere i contatti con l’esterno. Il loro potere e quando escono hanno in più la ‘medaglia’ di essersi fatti anni di galera. Per loro dissociarsi dalla mafia è soltanto un espediente, un modo per ottenere qualcosa senza collaborare con la giustizia“.

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