«Gli abbiamo tagliato la gola», un omicidio servì a fare un favore al boss Lo Russo

E’ stato il pentito Mario Lo Russo, nel marzo del 2016, a parlare del delitto di Francesco Sabatino. Nell’interrogatorio del primo aprile del 2016 Lo Russo riferiva che Ettore Sabatino era un killer del clan per il quale aveva commesso numerosissimi omicidi. Secondo il pentito l’omicidio del figlio di Ettore Sabatino era da ricondurre ad una volontà di Antonio Lo Russo figlio di suo fratello Salvatore. Mario Lo Russo era libero all’epoca dell’omicidio Sabatino e non sapeva chi fossero gli autori materiali dell’omicidio. Ricordava di trovarsi in casa propria con Titina Sabatino, zia della vittima, proprio quando Sabatino scompariva. Titina veniva avvisata del fatto che Francesco non si trovava e che in uno scantinato dove in genere si intrattenevaerano state trovate delle tracce di sangue. Mario LoRusso consigliava a Titina Sabatino di non toccare nulla e di contattare i carabinieri.

Successivamente quando venne ritrovato il cadavere di Sabatino, Mario Lo Russo esprimeva la considerazione che Antonio Lo Russo avesse motivi personali di rancore verso la vittima che aveva avuto, in passato, una relazione con la moglie di Antonio Lo Russo prima del loro matrimonio. Mario Lo Russo precisava che insieme al clan, nel periodo di reggenza da parte del nipote Antonio,dopo il pentimento di Salvatore, era vietato parlare degli omicidi. Ma è stato Claudio Esposito a dare impulso all’indagine. Nell’interrogatorio del 22 luglio del 2016 Esposito raccontava quanto era a sua conoscenza su questa vicenda. Il collaboratore precisava di aver saputo che l’esecutore materiale di quell’omicidio era tale Luigi (Luigi Cutarelli poi condannato), cugino di Sabatino che di recente era stato tratto in arresto con Carlo Lo Russo. Il pentito diceva che era scoppiata una lite e che in tale contesto Luigi aveva ucciso a coltellate Sabatino. Perciò, sempre a dire di Esposito, Pompeo,sapendo che Esposito stava sempre con Antonio Lo Russo, gli aveva detto il fatto gli dava un messaggio da recapitare Lo Russo: «Che gli abbiamo risparmiato una fatica e l’abbiamo tagliato la gola».