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300mila lavoratori senza green pass a rischio in Campania

L’obbligo di Green pass sui luoghi di lavoro scatterà ufficialmente a mezzanotte. In Campania circa 300mila lavoratori sono privi della green pass.
Tutti i datori di lavoro privati dovranno completare entro oggi il documento nel quale l’imprenditore deve descrivere le modalità. Non mancano le perplessità e i nodi da sciogliere, soprattutto tra le microimprese.

In Campania 300mila lavoratori senza green pass

La Campania è una delle regioni con il più alto numero di lavoratori dipendenti. In tutto 1milione200mila, includendo i 920mila del settore privato e i 280mila dipendenti pubblici. E a questi bisogna aggiungere gli oltre 300mila autonomi. Il totale che si ricava dai dati Inps, relativi al 2020, è di 1milione554mila378.
La percentuale di cittadini campani senza dosi e green pass corrisponde al 17,6% della popolazione vaccinabile.

Controlli a campione nello stabilimento di Stellantis

Nelle grandi fabbriche della Campania sono già stati ultimati i protocolli sul green pass condivisi con le organizzazioni sindacali. Nel caso di Stellantis, ad esempio, dall’incontro con le parti sociali è scaturita l’intesa per l’applicazione del decreto legge sul Green pass, che avrà validità fino al 31 dicembre 2021. “Nel rispetto della privacy, le verifiche – si legge nel testo – saranno svolte dal personale di sorveglianza attraverso l’apposita app ministeriale. I controlli verranno effettuati prevalentemente all’ingresso e saranno effettuati a campione. Chi verrà trovato senza Green Pass all’interno della fabbrica, è passibile da parte dell’azienda di una denuncia agli organi preposti, e cioè alla Prefettura“. Gli addetti ai controlli sono tenuti ad indicare al prefetto gli illeciti eventualmente accertati.

Blocco dello stipendio per chi non ha il green pass

Per i lavoratori senza il green pass in Campania scatterà l’assenza ingiustificata e il blocco dello stipendio. La richiesta dei sindacati di un tampone gratuito per i non vaccinati non ha avuto esito. Una questione su cui la Confindustria Campania ha ribadito il suo punto di vista. “Siamo contrari – sottolinea il presidente Gianluigi Traettino – all’ipotesi che siano le aziende a dover pagare i tamponi a chi non vuole vaccinarsi. Sarebbe un esempio sbagliato, che andrebbe contro l’obiettivo del Governo e delle aziende, che è quello di incentivare le vaccinazioni”.

Disagi per le micro-imprese

Le valutazioni sui vantaggi e sui rischi della norma sul green pass variano enormemente da un’azienda all’altra in Campania. Per le micro-imprese, come bar e piccole trattorie, il pericolo di trovarsi improvvisamente con un personale ridotto al lumicino è realistico. “Gli imprenditori si sono dotati del lettore Qr code, per le verifiche all’ingresso. Alcuni temono che l’obbligo – sottolinea Melina Nappi, partner della società Iniziativa, advisor finanziario di numerose aziende del territorio – possa indurre molti lavoratori a rimanere a casa. Le imprese dovranno capire come effettuare i controlli, senza violare la privacy. Sarà difficile per un imprenditore rimandare a casa un lavoratore, soprattutto nelle piccole aziende, dove i rapporti sono spesso amichevoli. Nella nostra sede non corriamo questo rischio perché siamo tutti vaccinati. Oggi un’imprenditrice mi ha segnalato che, dopo l’entrata in vigore del decreto, un gruppo di dipendenti ha deciso di sottoporsi al vaccino”.
Il presidente della Fipe regionale Massimo Di Porzio evidenzia che, nelle imprese fino a 15 dipendenti, sarà possibile sostituire per un periodo fino a 20 giorni il lavoratore “no-vax”, sospeso dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata.

 

 

 

 

 

 

 

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