Green Pass Telegram
Immagini di repertorio

Green Pass venduti a poco più di 100 euro su Telegram. Non serve vaccinazione o tampone, ma solo tessera sanitaria, documento di riconoscimento, numero di telefono, indirizzo email e, per la consegnato , l’indirizzo di recapito.

Gli amministratori del gruppo Telegram si “vantano” di aver consegnato già oltre 1200 Green Pass. I truffatori tendono a tranquillizzare gli acquirenti affermando che sono “documenti regolarmente rilasciati dal sistema sanitario europeo e sono pertanto documenti reali“. Addirittura i codici QR sono attivi e funzionanti.

Green Pass venuto su Telegram: il prezziario

Green Pass digitale venduto a 100 euro, cartaceo 120. Per gli acquisti familiari sono previsti sconti: 300 euro per un nucleo familiare di 4 persone (350 euro per il formato cartaceo), 450 euro per 6 persone (500 euro per la versione di carta). Per pagare bisogna utilizzare metodi di pagamento non rintracciabili, quali: criptovalute, buoni regalo Amazon, Zalando e PaySafeCard. Con il Green Pass digitale acquistato su Telegream viene garantito l’invio entro 72 ore, mentre la consegna di quello cartaceo richiede fino a 5 giorni lavorativi.

Per ‘tutelare’ la privacy del cliente, inoltre, i dati vengono eliminati dopo l’emissione del certificato.

Vaccini e green pass falsi, sequestrati canali Telegram [ANSA – 3 LUGLIO 2021]

Vaccini e Green Pass falsi venduti su Telegram ad un prezzo che oscillava tra i cento e i 130 euro. Lo ha scoperto il Nucleo speciale tutela privacy e frodi tecnologiche della Guardia di Finanza che ha sequestrato 10 canali Telegram.

L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto di Milano Eugenio Fusco e dai pm Bianca Maria Baj Macario e Maura Ripamonti, ha permesso di individuare i canali Telegram attraverso un monitoraggio in tempo reale del web e l’utilizzo di una serie di strumenti tecnologici innovativi.

I canali rinviavano a account anonimi su specifici spazi nel dark web attraverso i quali era possibile contattare i venditori e procedere all’acquisto. Il pagamento doveva essere effettuato in criptovalute. Pacchetti all-inclusive con garanzia di anonimato, tracciabilità della spedizione, imballaggio a temperatura refrigerata, certificazione di avvenuta somministrazione del vaccino.

I green pass in vendita, hanno accertato i finanzieri, riportavano i falsi dati identificativi del vaccinato, il Qr Code, il numero che contraddistingue il lotto di origine della prima e della seconda dose di vaccino. Certificati che gli stessi venditori hanno consegnati anche fuori dall’Ue e in particolare negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in Svizzera.

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