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martedì, Maggio 28, 2024
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Guerra tra clan a Napoli, il superpentito:«Ci fu un summit in un ristorante a Posillipo»

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E’ ricco di dettagli, retroscena e spunti investigativi il decreto di fermo eseguito qualche giorno fa dagli uomini della squadra mobile nei confronti delle nuove leve del clan Lepre del Cavone (leggi qui l’articolo). Nel provvedimento firmato dal sostituto procuratore Urbano Mozzillo figurano Salvatore Cianciulli detto ‘Masaniello’ indicato come reggente del gruppo, Salvatore Festa ‘o kikk, Francesco Lepre (figlio di Ciro Lepre ‘o sceriff), Gianluca Testa ‘o fagian e Emanuele Testa. Nel decreto viene ricostruita la vessazione subita dal gestore del centro scommesse che il mese scorso fu avvicinato da Festa, Lepre ed Emanuele Festa e portato al cospetto di Gianluca Testa e dello scorso Cianciulli che avrebbe minacciato l’uomo intimandogli di consegnargli 30mila euro. La struttura del gruppo attivo tra piazza Dante e Salvator Rosa è stata ‘fotografata’ anche grazia al contributo del neo collaboratore di giustizia Salvatore Giuliano ‘o russ che ha raccontato dei contrasti tra i gruppi del centro storico di Napoli e della convocazione di un vero e proprio summit di camorra tenutosi in un ristorante a Posillipo.

Il summit di camorra nel ristorante a Posillipo

Giuliano tira in ballo diversi ras (che non risultano indagati e con la precisazione che non vi è alcun provvedimento sul loro conto) che avrebbero partecipato a questa cena, summit nato su iniziativa di Eduardo Saltalamacchia della Pignasecca dopo tensioni e pestaggi avvenuti tra alcuni giovani rampolli del Cavone e altri della Sanità. Nel verbale dello scorso 28 settembre Giuliano ha raccontato ai magistrati:«Alcuni giovani del Cavone e della famiglia Lepre furono picchiati da alcuni ragazzi della Sanità. Saltamacchia aveva così chiesto un incontro con i Mazzarella per chiarire la situazione. Alla riunione  avrebbero dovuto partecipare i Lepre del Cavone che, invece non si presentarono perché non volevano incontrare quelli della Sanità; erano invece presenti esponenti della Sanità, esponenti dei Mazzarella e dei Giuliano i nonché dei gruppi di San Gaetano, di Oronzio Costa ed i Caldarelli. In effetti, preciso che sin dall’inizio dell’organizzazione della riunione era evidente che Saltalamacchia avrebbe presenziato in rappresentanza di quelli del Cavone ed effettivamente, al pranzo, avvenuto tra giugno e luglio 2020, parteciparono Saltalamacchia Eduardo, Masiello figlio, detto o’ cucù e alcuni appartenenti alla i paranza dei quartieri: quando dico la paranza dei quartieri intendo riferirmi ad un gruppo, e ancora da Esposito Antonio, detto o’pallino. Si tratta, apparentemente, di un unico clan nel senso che sono tutti tra loro uniti anche se ognuno ha un proprio gruppo e di fiuto “si fanno le scarpe gli uni con gli altri” per il controllo di tutte le attività illecite proprie dei clan camorristici».

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Il racconto prosegue

Quella riunione però, a detta di Giuliano, non servì a placare gli animi visto che c’erano troppe questioni in ballo tra il Cavone e la Sanità:«La riunione non servi a risolvere gli attriti ma segnò solo un momento di tregua, in quanto Saltalamacchia e De Marino Genny litigarono per diversi motivi senza riuscire ad intavolare nessun tipo di dialogo. Preciso che Salvatore Barile cerò di parlare con Saltalamacchia il quale però, a un certo punto, si girò verso De Marino dicendo “che lo stava guardando” e cercando un pretesto per litigare; io mi misi in mezzo e dissi che non mi aspettavo da lui un atteggiamento cosi puerile per cui poi ci sedemmo a mangiare ma senza discutere seriamente».

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