La buona sanità a Giugliano. Si sente male mentre è in fila all’Asl, salvato in extremis dai medici

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Episodio a lieto fine quello accaduto ieri nel presidio di Lago Patria distretto 37 Asl Napoli 2 Nord dove un anziano ha accusato un malore mentre era in attesa per effettuare un prelievo di sangue. Immediatamente soccorso da un’infermiera e una dottoressa, l’uomo è stato letteralmente riportato in vita dopo che aveva perso conoscenza, respiro e polso per qualche secondo.

L’accaduto è stato narrato su Facebook: “È successo ieri mattina, nel presidio di Lago Patria distretto 37 Asl Napoli 2 Nord. Un signore, anziano, solo, in attesa del suo turno per effettuare un prelievo di sangue all’improvviso si accascia sulla sedia e non risponde ai richiami della gente intorno. Scatta l’allarme. Il personale si attiva immediatamente nel prestare soccorso. Apparentemente sembra una crisi comiziale. Si adagia il paziente sul pavimento come si fa in questi casi. Si chiama intanto il 118. Una infermiera ed una dottoressa rilevano assenza di coscienza, di respiro e di polso, iniziano così la rianimazione cardio polmonare. Non si conosce la storia clinica del paziente. Intanto si prepara il defibrillatore. Dopo i primi massaggi ritorna il polso, il respiro e la coscienza. Arriva l’equipe dell’ambulanza. La dottoressa riferisce che il paziente si è appena ripreso in seguito a manovre rianimative. Purtroppo non si sa di cosa soffre il paziente. Ora che è cosciente gli viene chiesto se soffre di diabete. Alla risposta affermativa si effettua un test della glicemia e si rileva la saturimetria. In ambulanza viene fatto un tracciato e viene preso un accesso venoso e la pressione. Il collega dell’ambulanza torna dalla dottoressa e le dice che il paziente è portatore di pacemaker ed ha un BAV (blocco atrio ventricolare). Si è trattato di una sincope per il cattivo funzionamento del pacemaker. Quindi l’ambulanza trasporta il paziente in ospedale con codice 3.
Perchè raccontare questo episodio? Vi chiederete. Perché questo signore è stato salvato dalla buona sanità. È stato anche fortunato perchè se gli fosse accaduto in un altro luogo ad esempio a casa sua quando era da solo, senza un soccorso tempestivo ci avrebbe rimesso la vita. Credo che sia un dovere degli operatori sanitari cercare di salvare una vita umana ma è anche giusto divulgare episodi come questi in cui traspare la preparazione del personale che non ha fatto altro che attuare i protocolli d’emergenza”.