La camorra non si ferma neanche ad agosto, spari in strada a Napoli

La camorra non si ferma neanche ad agosto, spari in strada a Napoli
La camorra non si ferma neanche ad agosto, sparatoria in strada

«Stesa» nella notte a Napoli. I Carabinieri della compagnia Stella, in seguito alla segnalazione dell’esplosione di colpi d’arma da fuoco in strada, hanno scoperto, in via Roberto Savarese 7 fori su un muro di un’abitazione. Successivamente, i militari del nucleo investigativo del comando provinciale di Napoli, intervenuti per i rilievi, hanno trovato a terra quattro bossoli calibro 9×21. Indagini sono in corso.

Spari a Napoli, il racconto del ras Lucci non convince gli inquirenti

Non convince la versione fornita da Antonio Lucci agli investigatori del commissariato di Scampia (diretto da Giovanni Bruno Mandato) in ospedale a Giugliano. L’uomo, residente nella zona di Cupa Capodichino a Napoli, ha raccontato ai poliziotti di aver subito un tentativo di rapina del suo Rolex in via Cupa Santa Cesarea, zona cosiddetta di Mianella, e di essere stato così colpito ad un gluteo. Ad insospettire gli inquirenti il ruolo e le parentele di Lucci, conosciuto con l’appellativo di ‘Tonino ‘o pazz’ nel clan Moccia. In particolare Lucci sarebbe la persona delegata ad intrattenere rapporti d’affari con i clan di Secondigliano e Miano. Questa dunque la prima pista seguita dai poliziotti per cercare di identificare i suoi assalitori e carpire il movente del raid. Lucci è inoltre genero di Giorgio Tranchino altro ‘colonnello’ del clan e anello di congiunzione tra la camorra afragolese e i gruppi criminali che operano nella zona di Casoria.

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