Ci sono due nuovi indagati nell’inchiesta sulla morte di Diego Armando Maradona. Nancy Forlini, dirigente della compagnia assicurativa che si occupava della copertura delle spese mediche e cliniche dell’ex ‘Pibe de Oro’. Poi c’è Mariano Perroni, impiegato della Medidom, società di impiego interinale che gestiva il personale all’interno dell’abitazione dell’ex fuoriclasse.

Secondo gli inquirenti, i due sarebbero responsabili delle carenze mediche, strumentali e di personale, che sono state registrate nella gestione del ricovero di Maradona nella villa presa in affitto dopo la dimissione dalla clinica dov’era stato operato per rimuovere un ematoma subdurale. Sempre secondo chi indaga, Forlini e Perroni avrebbero indotto l’infermiera Dahiana Madrid (anche lei indagata) a dichiarare il falso nel primo interrogatorio, quando la donna affermò che fu Maradona a rifiutare le visite, necessarie a rilevare i parametri vitali. In un secondo momento la Madrid confessò invece di non essere stata presente il 25 novembre, quando avvenne il decesso dell’ex capitano del Napoli.

I misteri intorno alla morte di Maradona

Non avrebbero voluto aprirli e infatti hanno fatto trascorrere quasi tre mesi da quel giorno. Ma poi i magistrati della Procura di San Isidro, titolari dell’inchiesta sulla fine di Diego Armando Maradona, morto il 25 novembre per un collasso cardiocircolatorio, hanno disposto accertamenti sui due Iphone che appartenevano all’ex capitano del Napoli, uno nero e l’altro grigio, per verificarne il contenuto. Gli inquirenti vogliono verificare il contenuto delle chat Whatsapp nelle ultime tre settimane di vita di Diego. I magistrati vogliono fare ulteriormente luce sulle cure prestate dopo l’operazione al cervello.

All’atto dell’apertura dei due cellulari erano presenti i legali della psichiatra Agustina Cosachov, dello psicologo Carlos Diaz e dell’infermiera Dahiana Madrid, componenti dell’équipe di assistenza. Ai magistrati presentato un esposto dall’avvocato Matias Morla, che aveva curato gli affari di Diego negli ultimi anni, a nome delle sorelle dell’ex campione: Rita, Mabel, Ana e Claudia Nora. Esplicita la richiesta delle quattro Maradona: «Temiamo che possano essere diffusi audio sull’intimità di nostro fratello e del resto della nostra famiglia. Sappiamo bene che Diego ha dovuto pagare il prezzo di essere Maradona ma chiediamo che sia rispettata questa nostra volontà. E ci auguriamo che i risultati di questa perizia possano arrivare il prima possibile».

 

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