Marco Mancosu
Marco Mancosu

“Ho visto il terrore negli occhi delle persone che amo”, era il 26 marzo scorso quando Marco Mancosu, capitano e centrocampista del Lecce, fu operato di tumore. La scoperta della malattia gli ha cambiato completamente la vita. “Ho visto un mondo che non avrei mai pensato di conoscere”, dice nell’incipit del messaggio che ha condiviso su Instagram a corredo di una magnifica foto.

Il dramma di Marco Mancosu: “Credevo fosse appendicite ma era un tumore”

“Ho visto il terrore e la preoccupazione di mia moglie che per lo stesso motivo ha perso il padre quest’estatesi legge ancora nella confessione social del calciatore -. Ho avuto la paura di non poter crescere mia figlia, ho fatto esami nei migliori centri italiani, con affianco gente che ad oggi non so nemmeno se sia viva, se sia riuscita a superare la propria malattia”.

Marco Mancosu ha 32 anni ed è il cuore del centrocampo del Lecce

“Là, in quella sala d’aspetto non ci sono ragioni sociali, non conta se sei un avvocato, un calciatore, un presidente o un normalissimo impiegato. Là siamo tutti uguali, tutti alle prese con qualcosa che non possiamo controllare. I medici mi hanno detto che la mia stagione era finita e che dovevo pensare all’anno prossimo. Dopo due settimane ero in campo a correre. Dopo un mese sarei dovuto tornare a Milano per sapere se dovessi fare la chemio o meno, non ci sono ancora andato perché voglio fare la cosa che amo di più al mondo, giocare a calcio, poi si vedrà a fine campionato”, continua sui social Marco Mancosu.

A un mese dall’operazione, Marco Mancosu ha trovato il coraggio di esporsi e raccontare a tutti il calvario affrontato: “Sono ancora più orgoglioso di me stesso e di chi ho affianco”.

“La vita può non essere sempre giusta perché non penso che né io né nessun altro a questo mondo meriti di avere un tumore ma penso anche che non debba mai mancare il coraggio, il coraggio di affrontare ogni tipo di avversità che la vita ci mette davanti, il coraggio di prendersi responsabilità, il coraggio di mostrarsi deboli ed essere più forti di quanto si creda”, conclude.

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