Mare nero sul litorale domizio, sequestrato depuratore: scarichi fognari nel canale Agnena

Disastro ambientale sul Litorale Domizio
Disastro ambientale sul Litorale Domizio

Una macchia nera alla foce del Canale Agnena, sul litorale domizio, aveva suscitato nello scorso mese di maggio indignazione e proteste da parte di associazioni ambientaliste e non solo. A pochi giorni dalla fine del lockdown per il coronavirus e dopo le immagini di un mare cristallino, la costa si “colorò” di nero. Era il segno inequivocabile della mano dell’uomo. A distanza di due mesi dall’accaduto, questa mattina i carabinieri e la guardia costiera hanno sequestrato il depuratore di Vitulazio. Secondo le indagini partite all’indomani delle analisi batteriologiche, infatti, da quel preciso punto sarebbero partiti gli scarichi illegali nel canale.

Un vero e proprio disastro ambientale consumatosi sul litorale domizio. I militari della Stazione Carabinieri Forestale di Castel Volturno, unitamente a militari dell’Ufficio Locale Marittimo — Guardia Costiera di Castel Volturno e della Stazione Carabinieri Territoriale di Grazzanise, hanno dato esecuzione al Decreto di sequestro preventivo, emesso in via d’urgenza, da questa Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere del depuratore intercomunale di Vitulazio, del by-pass e del collettore ad esso afferente, per il reato di inquinamento ambientale, con contestuale nomina di un Amministratore Giudiziario che dovrà garantire l’osservanza della normativa sulla gestione dei reflui in esso conferiti.

Le analisi dell’Arpac sul Litorale Domizio

L’adozione del provvedimento si è reso necessario in quanto gli esami analitici dei campioni d’acqua prelevati alla foce del Canale Agnena, dall’ARPAC di Caserta, nella sera del 6 maggio, in occasione della grave manifestazione di inquinamento che si era evidenziata, hanno caratterizzato la predominante natura organica dello sversamento illecito arrecato in danno del Canale Agnena, con abnorme presenza nell’acqua di Escherichia coli pari a 380.000 UFC (Unità Formanti Colonie batteriche per millilitro). Il limite ammesso per l’Escherichia coli in uno scarico in acque superficiale è pari a 5.000 UFC.

Gli stessi campioni di acque prelevati alla foce del Canale Agnena la sera del 6 maggio sono stati oggetto di successive analisi molecolare. La ricerca qualitativa di markers di specie, da parte dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno di Portici, ha evidenziato una prevalente contaminazione da DNA umano con deboli tracce per quanto riguarda il DNA animale. Il responso analitico aveva sancito in maniera inequivocabile la fonte di inquinamento. Il flusso di colore molto scuro fino al litorale domizio per qualche chilometro dalla foce del Canale Agnena” è da attribuire a scarichi illeciti.

Non solo le analisi batteriologiche, ma che indagini dal mare e dal cielo hanno permesso di individuare il punto dello scarico illecito nel canale. Le prove raccolte dalle forze dell’ordine hanno portato al provvedimento di sequestro di questa mattina. Inoltre, incolpazioni provvisorie sono state ascritte a carico dei quattro sindaci dei comuni serviti dal depuratore.