E’ in corso un vero e proprio braccio di ferro tra una parte dei residenti del centro storico di Napoli e le istituzioni. La cancellazione di alcuni murales della discordia ha scatenato la reazione di alcuni irriducibili che hanno dato vita a proteste e ricorsi al tar. L’ultima provocazione riguarda uno storico altarino dedicato a San Gennaro in piazzatta Cardinale Riarrio Sforza. Nello spazio che una volta vedeva padroneggiare l’effige del Santo Patrono di Napoli, da qualche giorno è apparsa la foto del baby rapinatore Luigi Caifa. A riportare la notizia è il quotidiano Il Mattino.

Il giovane rapinatore ucciso lo scorso ottobre durante una rapina ha dunque preso il posto del santo ‘intoccabile’ di Napoli. Dopo 450 anni, dunque, l’altarino cambia ‘proprietà’ e messaggio scatenando l’indignazione della restante parte del quartiere che da sempre subisce taluni meccanismi difficili da digerire e da combattere.

Murales cancellati a Napoli: il Tar sospende l’ordinanza

L’ordinanza del Comune di Napoli che ordinava la cancellazione del murales dedicato a Ugo Russo, il 15enne ucciso nel corso di una rapina che stava commettendo con un complice il 29 febbraio dell’anno scorso, è stata sospesa dal Tar della Campania. I giudici hanno pertanto accolto il ricorso in attesa dell’udienza che si terrà il 7 aprile.

“E’ una decisione attesa e anche normale – sottolinea una nota del Comitato ‘Verita’ e giustizia per Ugo Russo’ – visto che si tratta della cancellazione irrimediabile di un’opera, una decisione che in ogni caso dimostra che i motivi del ricorso sono fondati, cosa di cui siamo assolutamente convinti”.

 

 

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