Nuovi termovalorizzatori in Campania, il ministro Costa dice no: “Non c’è emergenza, il problema è un altro”

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Non saranno nuovi termovalorizzatori a rimettere in sesto il sistema dei rifiuti in Campania: lo ha ribadito ieri alla Camera il ministro Sergio Costa  rispondendo all’interrogazione dell’onorevole Murone (Leu) sulle «Iniziative volte ad affrontare la situazione emergenziale dei rifiuti in Campania, a partire dalla proposta di realizzare un termovalorizzatore in ogni provincia».

«In Campania più che di emergenza c’è un problema di roghi. Se ci fosse una vera emergenza sarebbe stata decretata», ha esordito il ministro che ha poi spiegato: «In ogni caso, al di la di ogni considerazione che potrebbe avere un sapore ideologico, oggi se si autorizzasse un nuovo termovalorizzatore ci vorrebbero sette anni per realizzarlo. Non solo, noi a Bruxelles abbiamo convintamente votato il pacchetto sulla green economi che spinge sulla differenziata. I termovalorizzatori mangiano l’indifferenziato, ma questo tipo di rifiuti sarà sempre meno consistente. Se si considera che l’indice di ammortamento per un impianto di questo tipo è di venti anni, si comprende facilmenteche nel 2046 difficilmente ci sarà materiale da bruciare». Quindi, sottolinea Costa, al di là di ogni considerazione, costruire nuovi bruciatori sarebbe antieconomico. Quello che invece manca, ma è previsto dal piano regionale, ha concluso il ministro sono degli impianti di compostaggio.