Omicidio Della Corte, il processo ai 3 killer arriva all’ultimo atto

Omicidio Franco della Corte, annullata la sentenza dalla Cassazione: si torna in Appello
Omicidio Franco della Corte, annullata la sentenza dalla Cassazione: si torna in Appello
Omicidio Della Corte, si terrà martedì 14 luglio l’udienza in Cassazione per la morte del vigilante aggredito all’esterno della stazione della metropolitana di Piscinola il 3 marzo del 2018. Ad essere condannati sono stati 3 giovani: Ciro Urzillo, L. C. e K. A. tutti minorenni all’epoca dei fatti. I 3 chiesero il rito abbreviato per la celebrazione del loro processo. Della Corte fu colpito pesantemente con un oggetto contundente al capo. Rimase in coma quasi 2 settimane prima di spegnersi. Ciascuno dei tre imputati è stato condannato a 16 anni e sei mesi di reclusione. Già nel processo di primo grado, definitosi con la modalità del rito abbreviato, gli imputati ottennero le attenuanti generiche perché incensurati. All’epoca dei fatti contestati avevano 15, 16 e 17 anni.

La famiglia Della Corte chiede giustizia

La famiglia di “Ciccio Della Corte” ha sempre portato avanti il suo buon nome attraverso diverse iniziative sociali che contraddistinguono l’operato di Progetto Franco, l’associazione che porta il nome della vittima di quella tragedia. Scalpore suscitò, come riportato in anteprima da InterNapoli, le foto di Ciro Urzillo intento a festeggiare il suo diciottesimo compleanno uscendo momentaneamente dal carcere di Airola, dove sta scontando la sua pena insieme agli altri due imputati. La vedova e i figli di Della Corte, Annamaria, Marta e Giuseppe, ispiratori del Progetto Franco, mostrarono tutta la loro indignazione per quelle immagini diffuse sui social, una beffa per i familiari di un uomo aggredito mortalmente in modo insensato.

Selfie dal carcere degli assassini di Franco della Corte, la figlia: “Inorriditi, è tutto assurdo”

Marta Della Corte ne ha denunciato l’accaduto. Si tratta dell’ennesima conseguenza del Coronavirus. Le visite in carcere infatti sono state cancellate. I detenuti però hanno avuto la possibilità di poter utilizzare dei tablet per poter parlare con le proprie famiglie. “Le nostre vite sono sconvolte di nuovo. Prima la morte assurda di mio padre, poi lo choc dei permessi premio concessi al suo assassino e ora questo. Le fotografie su whatsapp inviate a una emittente locale. Siamo sbalorditi, inorriditi da questa situazione, è difficile persino trovare le parole”.

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