Chissà quante volte ci avrà pensato e quante volte lo farà ancora, ne è davvero valsa la pena di perdere un contratto da 160 milioni di euro per non rinunciarne a 5? E’ la domanda che si è posto Victor Osimhen per l’intero ultimo weekend e che molto probabilmente si porrà ancora, anche adesso che ha ritrovato il sorriso ed il calore dei tifosi del Galatasaray. Accolto come una star hoolywoodiana, di cui avrebbe potuto averne il conto in banca se solo avesse voluto dare il proprio contributo alla chiusura della trattativa tra Napoli ed Al Ahli. Con gli arabi fermi a 65 milioni ed il Napoli arroccato a 70, sarebbe bastato il cosiddetto ‘contributo di solidarietà’ del nigeriano per guadagnare 40 milioni di euro all’anno per 4 anni. In sostanza dei 160 milioni propostigli avrebbe dovuto rinunciarne a 5 che l’Al Ahli avrebbepoi versato nelle casse del Napoli insieme ai 65 già stanziati. Bazzecole, insomma, ed invece la sola proposta, pervenutagli dal ds azzurro Giovanni Manna, ha mandato Osimhen su tutte le furie, al punto da doverlo fisicamente bloccare per evitare che la situazione degenerasse.
Una scena da cinema di terzo livello, che ha fatto sì che la trattativa con il club di Saudi League naufragasse con l’Al Ahli che, saggiate le difficoltà nel trovare l’intesa ed il carattere del centravanti, ha deciso di puntare su Toney del Brentford.
Addio, dunque, alla possibilità di rilanciarsi in Arabia in 12 mesi (era questo la strategia di Calenda) e in alternativa consolarsi con 155 milioni di euro per guardare le partite dal divano forte di un contratto da 10 milioni con il Napoli fino al 2026.
Un concetto passato e ripassato nella mente dell’ex Lille e Wlfosburg fino a ieri, quando ha accettato al volo la proposta del Galatasaray che gli permetterà di mettersi in vetrina, cercando di attirare, finalmente, l’attenzioni delle big europee.
Tornando ai conti della massaia, il mancato passaggio in Arabia non renderà certamente povero Osimhen che ha ancora la certezza di intascare altri 20 milioni fino al 2026 (equamente divisi tra Napoli e Galatasaray), che sottratti ai 155 milioni arabi gettati dalla finestra, fanno registrare un -135 milioni nelle certezze finanziarie di chi soltanto per avidità non è riuscito a diventare il calciatore africano più pagato nella storia e che in Turchia dovrà ricominciare a fare ciò che, insieme alle bizze, gli riesce meglio, i gol per poter coronare il sogno di giocare in una super potenza calcistica e ottenere un altro ricchissimo contratto milionario.