Processo ai prestanome dei Mallardo, acquisito il certificato di morte di Feliciano: il boss era in videoconferenza

Si è tenuta stamattina, al Tribunale di Napoli, sesta sezione collegiale presieduta dal Dott. Palumbo, l’udienza nel processo col rito ordinario che vede alla sbarra presunti prestanome del clan Mallardo di Giugliano, accusati di aver riciclato ed effettuato investimenti in Toscana per conto dell’organizzazione criminale.
Nel corso dell’udienza è stato acquisito il certificato di morte di Feliciano Mallardo, fratello del boss Ciccio, deceduto qualche giorno fa, dopodiché il processo è stato rinviato per ascoltare ulteriori testimoni della procura.  C’era collegato in videoconferenza anche il super boss Francesco Mallardo. 
Nel collegio difensivo gli avocati Vincenzo Maiello, Paolo Trofino, Mario Bruno, Raffaele Costanzo, Michele Giametta, Francesco Smarrazzo, Biagio Borretti, Marco Sepe, Giampaolo Schettino, Giovanni Nappa e Luigi Poziello. Secondo l’accusa della procura i Liccardo erano al servizio del clan Mallardo per effettuare investimenti sia nel Giuglianese che in Toscana utilizzando soldi derivanti da attività illecite e società create ad hoc per fare speculazioni. L’inchiesta – condotta dai pm della Dda partenopea Ilaria Sasso del Verme e dal pm Cristina Ribera – si è avvalsa soprattutto di indagini patrimoniali e intercettazioni telefoniche e ambientali, mentre poco rilevante è stato il contributo offerto dai collaboratori di giustizia a dimostrazione – come hanno spiegato gli inquirenti – che il clan Mallardo è un gruppo assai coeso in cui le defezioni sono assai rare o inesistenti.