Restituito il patrimonio a Dell’Aquila e famiglia, TUTTI I NOMI degli assolti: un solo condannato

Clamorosa assoluzione per il boss del clan Mallardo Giuseppe dell’Aquila ed i suoi familiari, finiti a processo con l’accusa di fittizia intestazione di beni. Il tribunale di Napoli, Settima Sezione, presidente De Stefano, poco fa ha emesso la sentenza a carico di Peppe ‘o ciuccio ed altre 24 persone, accusate di detenere un patrimonio di beni mobili e immobili dal valore di milioni euro, realizzato con i soldi della cosca giuglianese. L’accusa, però, non ha retto nel processo di primo grado che si è rivelato un vero e proprio flop per la DDA di Napoli. Solo una persona è stata condannata, Delle Cave Gennaro Antonio a 7 anni di carcere e interdizione perpetua pubblici uffici. Estinto il processo per Maisto Francesco per morte del reo.

I soggetti erano stati coinvolti nell’inchiesta denominata “Aquila reale” che si concluse col sequestro di complessi alberghieri, 51 immobili, 6 aziende commerciali, un parco giochi, 22 conti correnti e 17 autoveicoli di lusso per un valore complessivo di circa 300 milioni di euro.

Assolti:

Cerqua Giuseppe, Chiariello Giulia, Cicatelli Salvatore, Royal Giovanni, Volpicelli, Antonietta, Maisto Carmine, Maisto Concetta,  Maisto Pasquale, Mattiello Assunta, Mattiello Gemma, Mattiello Gennaro, Delle Cave Gennaro Antonio, Garzelli Roberto, Giuliano Patrizia, Granata Mariantonia, Imparato Massimo, Maisto Antonio, Cremonini Paolo, D’Angelo Giuseppe, Dell’Aquila Vittorio Emanuele, Dell’Aquila Domenico, Dell’Aquila Giuseppe, Dell’Aquila Giovanni, Dell’Aquila Pietro Paolo.

Disposta ai soggetti la restituzione dei beni.

Tra i personaggi di spicco assolti c’è anche il boss Giuseppe Dell’Aquila (difeso dall’avvocato Giuseppe Pellegrino) arrestato  dagli agenti della Squadra Mobile di Napoli dopo nove anni di latitanza (“Peppe ‘o ciuccio” si nascondeva in una villetta blindata a Varcaturo).
Giuseppe Dell’Aquila ora rinchiuso al 41 bis nel carcere di Novara. Ha svolto un ruolo di primo piano anche all’interno del clan Contini il cui boss, Eduardo Romano, è imparentato con i vertici dei Mallardo.