Una gestione mafiosa sui parcheggi a Bagnoli e Coroglio. Le mani dei clan nelle zone della movida. C’è anche questo particolare nell’ordinanza eseguita ieri mattina dagli uomini del Comando provinciale di Napoli a carico di sedici persone orbitanti nel clan Giannelli e Esposito-Nappi-Bitonto. Un racket che avveniva in prossimità dei locali notturni insistenti sull’area flegrea, secondo una precisa distribuzione di ruoli riservata agli associati, che provvedevano sia al controllo del regolare svolgimento delle mansioni dei parcheggiatori abusivi, da svolgersi secondo le precise indicazioni del clan, sia al controllo del territorio con la conseguente preclusione dell’intromissione nella zona a qualunque estraneo intendesse coltivare la medesima illecita attività. I clan provvedevano inoltre alla retribuzione dei parcheggiatori abusivi, consistente in un corrispettivo in denaro fisso, giornaliero o settimanale, od anche nel pagamento di una percentuale sull’incasso (pari a 1500-2000 euro a parcheggio nelle serate di maggiore affluenza); sia, infine, ad introitare interamente i proventi incassati dagli utenti della strada dai parcheggiatori abusivi, destinati ad essere riversati nelle casse del clan.

A svelare questo sistema nel sistema il collaboratore di giustizia Gianluca Noto, ex componente del clan D’Ausilio. In un verbale del 2017 Noto spiega come funzionava il racket:«Mi sono occupato dei parcheggi abusivi già nel 2004. Chi gestiva il parcheggio doveva versare a noi D’Ausilio 2500, 3000 euro a settimana nel periodo estivo. Dopo la mia uscita dal carcere mi fu raccontato dagli stessi parcheggiatori che Giannelli non prendeva più una percentuale sugli incassi, ma attraverso i suoi uomini che erano presenti nei parcheggi a controllare, recuperava tutto l’incasso e i singoli parcheggiatori prendevano dal clan solo “la giornata” che si aggirava sui trenta, quaranta euro. Aggiungo che quando c’erano feste vicino allo scasso sullo stradone dove c’è un cancello oltre il quale c’è un grosso spiazzo , gli uomini di Giannelli facevano aprire il cancello dal proprietario del suolo, gdavano dei soldi e lo spazio veniva utilizzato per parcheggiare altre auto. Gli uomini di Giannelli che erano preposti al controllo dei parcheggi e alla riscossione degli incassi erano Roberto Pinto, il nipote di Giannelli, Marco Battipaglia, il fratello di Roberto Pinto e Maurizio Bitonto che è rimasto fedele a Giannelli anche quando il fratello Luigi ha rotto con Giannelli. Dopo l’arresto di Giannelli, per un breve periodo la gestione dei parcheggi è passata ai Bitonto e alla Nappi e in particolare se ne occupavano padre e figlio Pappalardo , Gennaro Marrazzo, Joseph – parente di Massimiliano Esposito – Maurizio Bitonto e Diego Iuliano».

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