Rapinatore in azione sull’Asse Mediano, ma la vittima è un poliziotto: in cella giovane di S. Antimo

Asse Mediano, rapinatore in manette
Asse Mediano, rapinatore in manette

Continua l’allarme rapine sull’asse mediano. Nonostante le numerose segnalazioni e denunce che giungono quotidianamente, bande a bordo di motocicli imperversano sull’asse viario. Tra le vittime molti automobilisti sorpresi dai rapinatori che velocemente fanno perdere le proprie tracce sulla superstrada.

Giovedì pomeriggio, un agente della Squadra Mobile, libero dal servizio, stava percorrendo l’asse mediano a bordo del proprio scooter. Mentre si trovava all’altezza di Sant’Antimo è stato affiancato da due persone armate a bordo di un motoveicolo che hanno tentato di rapinarlo della sua moto. Pochi attimi concitati che sono risultati decisivi per le sorti del rapinatore.

Il poliziotto, dopo essersi fermato, è riuscito a bloccare il passeggero e a recuperare l’arma, una replica semiautomatica priva di tappo rosso, mentre il complice si è dato alla fuga.
Per F.P.P., 19enne napoletano, sono scattate le manette per tentata rapina aggravata.

Rapinatori vestiti da poliziotti

Lo scorso 13 giugno, nell’arco di pochi chilometri, infatti, tre persone furono aggredite e rapinate da falsi agenti di polizia. Mentre al commissariato di Giugliano si segnalavano questi atti criminali, a Trentola Ducenta altre 2 persone denunciarono ai carabinieri una rapina sfociata in aggressione e terminata con il ferimento di questi ultimi.

La dinamica delle rapine sull’Asse Mediano

La dinamica dei fatti è ancora in fase di accertamenti, ma sembra ormai acclarata l’esistenza di una banda di finti poliziotti. Le rapine effettuate nello scorso mese di giugno, infatti, avevano tutte lo stesso modus operandi. I malviventi piazzavano il lampeggiante su una vettura, una Fiat Bravo priva di colori di istituto, poi inscenavano un vero e proprio posto di blocco. Gli automobilisti ignari credevano di andare incontro ad un controllo. Sono successivamente i malviventi mostravano il loro vero volto.I finti agenti mostravano dei tesserini fasulli, poi facevano gli automobilisti dai veicoli. In quel momento partiva l’aggressione e la rapina.