Camorra con la card, la figlia del boss dei Contini prendeva il Reddito di Cittadinanza. La Guardia di Finanza di Bologna denunciava 10 persone per indebita percezione del reato, reato che può essere punito con la reclusione da due a sei anni. Le somme incassate senza averne diritto ammontano a circa 90mila euro. Irregolarità emerse nel corso di specifici controlli svolti dalle Fiamme Gialle, in sinergia e collaborazione con l’Inps, nei confronti di soggetti risultati destinatari di misure restrittive della libertà personale. Le verifiche riguardavano sia il possesso dei requisiti oggettivi per ottenere il reddito di cittadinanza (cioè reddituali e patrimoniali). Sia soggettivi, tra i quali il fatto di non essere sottoposti a misure cautelari. Come riporta La Repubblica a percepire il contributo c’era anche la figlia di Salvatore Botta. La donna ha “omesso di segnare” che il padre è considerato uno dei reggenti del clan Contini.

LE IRREGOLARITA’ NELLA DOMANDE DEL REDDITO DI CITTADINANZA

L’analisi effettuata grazie all’incrocio delle le banche dati. Operazione che consentiva di scoprire irregolarità nei confronti di dieci beneficiari del Reddito di Cittadinanza. Questi all’atto della presentazione della domanda di reddito di cittadinanza, omettevano di comunicare la loro condizione di detenuti o, comunque di essere stati colpiti da misure restrittiva della libertà personale. I Finanzieri hanno segnalato alle competenti Direzioni Provinciali dell’Inps le dieci persone. Inoltre scatterà l’immediata revoca dell’erogazione del beneficio e l’attivazione del recupero delle somme indebitamente incassate.

REDDITO CITTADINANZA ANCHE AI CAMORRISTI: L’OPERAZIONE DEL 28 GENNAIO

Reddito di Cittadinanza intascato dai camorristi: sequestri da oltre un milione di euro. I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, su delega delle Procure della Repubblica presso i Tribunali di Napoli, Napoli Nord, Nola e Torre Annunziata, stanno dando esecuzione a 120 perquisizioni nei confronti di soggetti che risultano aver percepito il contributo indebitamente. I beneficiari sono condannati in via definitiva nell’ultimo decennio per il reato di associazione di tipo mafioso. Sequestro preventivo delle somme ricevute dagli indagati nonché delle carte prepagate, utilizzate per l’erogazione del beneficio.

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